Obesità, il male della modernità. Un male incurabile, per il quale anche le cure farmacologiche hanno fallito, perchè non si può curare qualcosa che deriva direttamente dallo stile di vita.

Sarebbe un po’ come provare a curare ai polmoni un fumatore incallito.

La dieta chetogenica è un contributo importante alla lotta all’obesità, ma la miglior cura rimane la PREVENZIONE.

Salvo rare forme di obesità su base puramente genetica, l’obesità dovrebbe in prima battuta essere prevenuta, mantenendo una dieta caloricamente proporzionata ai consumi dell’individuo ed incrementando l’attività fisica

Con queste parole il Professor Arrigo Cicero, presidente di SINUT, Società Italiana Nutraceutica introduce un tema determinante nella lotta all’eccesso di peso corporeo, la PREVENZIONE.

  • Prevenire l’eccesso di peso attraverso una dieta equilibrata

  • Mantenere in movimento il proprio corpo con una attenzione costante all’attività fisica

 

Sembra la ricetta per la lunga vita. Ma chi è già entrato nell’orbita dell’obesità? Che cosa può fare?

Uno dei problemi della lotta all’obesità è infatti il fallimento delle terapie farmacologiche.

Un fallimento che nasce, spiega il Professor Cicero “dai punti di attacco dell’obesità”.

Le terapie farmacologiche in commercio infatti agiscono su 3 aspetti legati all’assunzione di cibo e si possono dividere quindi in 3 categorie:

  • Gli inibitori dell’assorbimento intestinale
  • Gli inibitori del senso della fame
  • Gli stimolanti il metabolismo

Inibitori dell’assorbimento intestinale di carboidrati e/o lipidi

Esistono pochi farmaci e poco graditi ai pazienti, perché richiedono più somministrazioni giornaliere, usualmente prima dei pasti principali.

Inoltre tendono a causare fermentazione (i primi) e steatorrea (i secondi), associati a vario grado di disturbi addominali.

Inibitori del senso della fame

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Usualmente non arrivano in commercio o vengono rimossi subito dopo essere arrivati in commercio perché essendo fondamentalmente anti-edonistici tolgono il gusto non solo del cibo ma il piacere per tutto ciò che di piacevole c’è nella vita, da cui può derivare depressione talora severa, tanto da portare a casi di suicidio.

Stimolanti il metabolismo

Gli stimolanti realmente efficaci hanno frequenti effetti collaterali, talora anche molto gravi, come tachicardia (fino a tachiaritmie severe), insonnia, ansia (fino ad attacchi di panico o psicosi acute), infarto miocardico o cerebrale, etc.

Esempi di stimolanti “estremi” sono le metamfetamine e la cocaina, per cui è facile capire come si tratti di un meccanismo d’azione di difficile gestione.

Quindi – conclude il Professor Cicero –  la terapia dell’obesità al momento è prevalentemente di tipo dietetico-comportamentale. In questo contesto periodi contenuti di diete chetogeniche possono dare un contributo importante alla terapia di attacco all’obesità per favorire poi una rieducazione costante e continuativa”.

La dieta chetogenica è una dieta che stimola i corpi chetonici, che agiscono sull’organismo bruciando i grassi. Sono diete a ridottissimo apporto di carboidrati e vengono coadiuvate da alimenti funzionali che integrano l’apporto dei carboidrati, per un periodo che va da qualche giorno ad alcune settimane. Dopo questo periodo, l’organismo del paziente viene riportato gradualmente ad una dieta equilibrata.

Il tipo di dieta, che è una vera e propria terapia, necessita di un costante controllo medico da parte di un dietologo specializzato.

Per saperne di più sulla dieta chetogenica, clicca qui.

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