La dieta Paleo e la dieta Cheto sono due regimi dietetici molto diversi, anche se spesso vengono messi a confronto da una moltitudine di siti internet che fanno confusione e complicano la comprensione dei lettori. Se la dieta Chetogenica è un protocollo dietologico che necessita del supporto di un nutrizionista specialista, soprattutto nella sua versione VLCKD, ovvero la cosiddetta Very Low Calorie, la dieta Paleo non è una vera e propria dieta, quanto piuttosto uno stile alimentare più o meno sano, che si limita a dare indicazioni generali a chi si appresta ad affrontarla.

Perché vengono associate? 

Spesso la dieta Paleo e la dieta Chetogenica vengono associate perché entrambe prevedono un minor apporto di carboidrati, anche se in proporzioni molto diverse. La differenza principale, se proprio dobbiamo seguire questo schema, sta nel quantitativo dei carboidrati, che arriva al 30% nella dieta Paleo e invece nella dieta Chetogenica deve essere molto più basso, in genere al di sotto al 5% e comunque in grado di indurre il processo di “chetosi”. Un’altra differenza sta nel fatto che nella dieta Paleo non c’è una limitazione al quantitativo di grassi che è possibile assumere, mentre invece in una dieta Chetogenica l’apporto di grassi dipende dal tipo di dieta chetogenica. Perché in una dieta Chetogenica per dimagrire, una VLCKD, la quantità di grassi è fatalmente ridotta in quantità assoluta per avere un basso apporto calorico, ma in percentuale è normale, così come le proteine.

Ma che cos’è la Dieta Paleo?

Non è proprio corretto definirla “dieta”, piuttosto è uno stile alimentare che punta ad eliminare tutti quei prodotti come i legumi e i grani che sono stati introdotti nella dieta degli esseri umani dopo l’introduzione dell’agricoltura circa 10.000 anni fa. Come suggerisce il nome è una dieta simile a quella che poteva avere l’essere umano nell’era Paleolitica e quindi si focalizza sulla qualità dei nutrienti da ingerire che sono ben specifici. Alcuni esempi di alimenti sono carne (soprattutto magra), pesce, crostacei e molluschi, verdura, semi, radici, bacche, frutta e miele. Sono concesse bevande come tè e caffè ma non sono ammessi gli alcoolici e i condimenti come l’olio extravergine di oliva. È una vera e propria filosofia di vita che vuole eliminare le farine raffinate dell’epoca moderna.  Dieta Paleo e dieta Cheto insomma sono molto differenti.

DIETA PALEO E DIETA CHETO. QUALE EFFICACIA?

Prof. Luigi Barrea, cosa pensa della dieta Paleo e della sua efficacia? Perché così popolare?

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La dieta Paleolitica, anche nota come dieta dell’età della pietra, o semplicemente Paleo è l’interpretazione più moderna della dieta che gli esseri umani seguivano durante il Paleolitico. Il concetto di dieta Paleolitica è iniziato negli anni ’70 e la sua popolarità è aumentata vertiginosamente dopo la pubblicazione del libro The Paleo Diet: Lose Weight and Get Healthy by Eating the Foods You Were Designed to Eat di Loren Cordain nel 2002. Da allora, il pubblico ha mostrato un enorme interesse per questo regime dietetico. Il principio centrale alla base di questo regime dipende dal tornare a ciò che i nostri antenati preistorici mangiavano e nell’abolizione del consumo di alimenti industriali ed elaborati dei giorni nostri. Poiché non è possibile (e pratico) imitare esattamente la dieta dei nostri antenati all’età della pietra, possiamo ragionevolmente prendere alcuni alimenti chiave della dieta Paleo e adattarli a uno stile di vita moderno. In particolare, questo regime dietetico si basa principalmente sul consumo di prodotti animali, soprattutto tagli magri e selvaggina (diversa nella composizione dei grassi, ricca in acidi grassi essenziali quasi assenti nella carne degli animali allevati a mangime), crostacei e pesci di piccola taglia. Sono concesse bacche, frutta e vegetali. Un elemento cardine è l’assenza quasi totale di tutti i cereali, farine raffinate e dolci (è ammesso il miele). Sono evitati i latticini e i formaggi. I grassi, nutrienti tanto demonizzati ai giorni d’oggi, sono invece una componente chiave della dieta Paleolitica. 

Alcuni studi scientifici hanno riportato come i consumatori di una dieta paleolitica rispetto ai soggetti a dieta Mediterranea, hanno una ridotta mortalità per tutte le cause (soprattutto mortalità per tumori, in particolare quelli del colon) e ridotto stress ossidativo (Whalen KA et al. J Nutr. 2017). Inoltre, altri studi hanno riportato miglioramenti nella sensibilità insulinica e nella riduzione dei livelli di trigliceridi nei soggetti che aderivano a una dieta Paleo (Blomquist C. et al. Eur J Nutr. 2018). Molto recentemente, una meta-analisi ha confrontato l’effetto della dieta Paleolitica con altri tipi di diete sul metabolismo del glucosio e dell’insulina in 98 soggetti riportando che la dieta Paleolitica non differiva da altri tipi di diete per quanto riguardava il suo effetto sui livelli di glicemia a digiuno e insulina, concludendo che questo regime dietetico non differiva da altri tipi di diete (inclusa la dieta Mediterranea) per quanto riguarda gli effetti sull’omeostasi del glucosio e dell’insulina (Małgorzata J et al. J Clin Med. 2020).

L’assenza dei prodotti latteo-caseari si associa a una carenza di calcio in corso di dieta Paleo che può essere addirittura del 50% in meno rispetto alle raccomandazioni giornaliere. Non adeguatamente considerato, questo potrebbe aumentare notevolmente il rischio di sviluppare osteopenia ed osteoporosi. 

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Guardando quindi gli studi scientifici nel loro insieme, la dieta Paleolitica è spesso associata con una maggiore sazietà, indipendentemente dalla composizione calorica, insieme a miglioramenti nel peso corporeo, circonferenza della vita, pressione sanguigna e profilo lipidico. Nel complesso però, le conclusioni sull’efficacia della dieta Paleolitica dovrebbe essere considerata con molta cautela poiché i dati positivi devono essere rapportati allo scarso potere statistico degli studi essendo stati condotti su una casistica limitata, eterogenea, di breve durata e spesso con un disegno di studio non adeguato.  

Come per tutti i pazienti che decidono di intraprendere una dieta, in quanto terapia a tutti gli effetti, dovrebbero rivolgersi a un Nutrizionista per la prescrizione della terapia nutrizionale medica personalizzata.

Che cos’è la Dieta Chetogenica?

La dieta chetogenica ipocalorica, VLCKD, è invece una vera e propria terapia medica, che come tale non dura all’infinito e che, anzi, viene effettuata con l’aiuto di un nutrizionista specialista. Alcuni tipi di diete chetogeniche VLCKD sono inoltre accompagnate da pasti sostitutivi, che aiutano il paziente a mantenere i corretti livelli di micronutrienti nell’organismo.

Prof. Luigi Barrea, cosa ne pensa della dieta chetogenica VLCKD?

La very low-calorie ketogenic diet (VLCKD) è una vera e propria terapia medica, fortemente ipocalorica (apporta infatti meno di 800 kcal totali) che simula gli effetti del digiuno attraverso una drastica restrizione dell’apporto giornaliero di carboidrati (<50 g/die) con relativo incremento proporzionale dell’apporto dei grassi e proteine che ammontano a circa 1.2–1.5 g/kg di peso corporeo ideale (la VLCKD non è quindi una dieta iperproteica) con il fine di indurre il processo di chetosi (attenzione, non di chetoacidosi!). Rispetto a una dieta ipocalorica di tipo Mediterraneo, la VLCKD è estremamente vantaggiosa sulla riduzione del senso di fame (agendo i corpi chetonici direttamente sul circuito fame-sazietà all’interno del nucleo arcuato), sul mantenimento della muscolatura (aumenta infatti il trofismo muscolare), sull’infiammazione (riduce tutti i processi infiammatori e lo stress ossidativo) e porta a un decremento ponderale significativo. Può essere attuata sia con alimenti che con l’utilizzo di prodotti sostitutivi in concomitanza a un percorso di rieducazione alimentare. La VLCKD rappresenta infatti una valida opzione terapeutica non solo nel trattamento dell’obesità ma anche in tutte le sue comorbidità, quali il diabete mellito di tipo 2, ipertensione arteriosa e dislipidemie. 

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Prof. Luigi Barrea, in cosa consiste nella pratica la VLCKD?

La VLCKD è una terapia medica dietetica suddivisa principalmente in tre macro-fasi: 

  1. Fase di chetosi: Con l’obiettivo di indurre nel paziente la chetosi portando così a un evidente decremento ponderale; in questa fase l’alimentazione del paziente è basata su 4–6 pasti giornalieri accompagnati da alcune verdure (consentite). Questa prima fase può durare tra le 8–12 settimane e rappresenta il momento più rilevante del percorso chetogenico e dovrebbe indurre una perdita di peso pari all’80–85% del calo ponderale stabilito; 
  2. Fase di reintroduzione alimentare: in questa fase si reintroducono lentamente gli alimenti a diverso quantitativo di carboidrati, partendo da quelli a basso indice glicemico (frutta e latticini) proseguendo poi con i legumi e, infine, aggiungendo pane, pasta e cereali di vario genere e vengono leggermente alzate le calorie (800–1500 kcal al giorno);
  3. Fase di mantenimento: questa è la fase in cui il paziente tornerà, “rieducato” sia da un punto di vista nutrizionale che metabolico, alla dieta Mediterranea (ipocalorica) che permetterà al paziente di mantenere i risultati raggiunti nel lungo termine.

Durante tutta la fase di chetosi, per sopperire alla mancanza di numerosi micronutrienti e all’incremento della diuresi indotto dalla VLCKD, il paziente dovrà essere adeguatamente supplementato con integratori a base di potassio, calcio, magnesio, sodio, vitamine e omega-3. 

Prof. Luigi Barrea, quindi, dieta Paleo o VLCKD?

DIETA PALEO E DIETA CHETO. Non esiste la dieta perfetta. Prima di iniziare una dieta, bisogna sempre consultare un Nutrizionista che sarà in grado di valutare lo stato nutrizionale del singolo individuo mediante un esame bioimpedenziometrico, la presenza di eventuali patologie specifiche ma soprattutto valuterà insieme al paziente le sue abitudini alimentari e consiglierà la giusta dieta personalizzata in base sia ai gusti personali che in base al suo stato di salute generale. Solo un Nutrizionista, dopo aver fatto le opportune valutazioni cliniche, potrà immaginare il giusto percorso per il paziente, con una formulazione specifica per le sue caratteristiche ed esigenze.

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