Ci arrivano molte domande dai follower di Accademia della Dieta.

Un paziente in  dialisi e con diabete di tipo 2 può seguire una dieta chetogenica?

Ecco la risposta del Prof. Adriano Bruci, specialista del tema nel nostro Club della Dieta.

Il Prof. Adriano Bruci

Prima di decidere per tale trattamento nutrizionale – spiega il Prof. Bruci – bisogna valutare la situazione  clinica del paziente e tra le valutazioni quella di maggior importanza è sapere se il paziente dializzato urina ancora oppure no. 

I pazienti in dialisi hanno filtrati molto bassi, 10 ml di filtrato al minuto. Il che vuol dire che urinano quanto basta per eliminare i liquidi in eccesso, ma i loro reni non depurano abbastanza. Questo è importante perché il paziente che ancora un po’ depura può fare una dialisi senza sottrazione di liquidi, , mantiene  il suo peso tra una dialisi e l’altra e una pressione arteriosa più stabile rispetto a chi deve togliere uno o più Kg di acqua accumulata ecc. 

A certi stadi di I.R.C. con un rene ancora lievemente funzionante, possiamo lavorare su una chetosi controllata, ma il vero pericolo è l’acidosi.

Ora occorre distinguere: 

  1. paziente in dialisi e non diabetico
  2. paziente in dialisi diabetico in terapia con antidiabetici orali che urina ancora.
  3. paziente in dialisi diabetico in terapia con antidiabetici orali che non urina
  4. paziente in dialisi diabetico in terapia insulinica  

Paziente 1 |Può fare la dieta.

Perché, quando i corpi chetonici arrivano ad una certa concentrazione 

(circa 5 millimoli/lt) per il meccanismo di controllo conosciuto in questa dieta, si determina produzione di insulina che blocca l’utilizzo dei grassi fino a smaltimento dei stessi corpi chetonici che vengono utilizzati dalle cellule per produrre energia.  

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Paziente 2 | Può fare la dieta.

Può fare la dieta. Si tolgono i farmaci antidiabetici orali dalla terapia e quando i corpi chetonici aumentano in tale paziente che probabilmente produce insulina ma non sufficiente (in paziente Obeso per controllare la glicemia), si attiva il meccanismo prima detto per evitare l’acidosi e pure la eliminazione di chetoni urinaria.

Paziente 3 | Può fare la dieta.

Ma non elimina chetoni con le urine per cui occorre a fare molta attenzione che abbia produzione residua insulinica che controlli la produzione di chetoni.

Paziente 4 | Non può fare dieta 

Quindi possiamo dedurre da ciò che vi ho appena detto che in paziente dialitico si può anche fare chetogenesi.

E’ vero anche che la dialisi corregge l’acidosi, ma è anche vero che tali pazienti sono complessi e quindi vanno seguiti da clinici esperti.

Tale terapia va comunque presa in considerazione in tali soggetti  con diverse diagnosi e a diversi gradi di I.R.C e diabete perché dimagrire anche per loro significa migliorare lo stato clinico e quindi una riduzione importante di utilizzo di farmaci 

Considerazione finale però, è che la dieta chetogenica, come indicato nelle linee guida della Società Italiana di Diabetologia, può essere utilizzata come terapia per prevenire l’utilizzo del farmaco.

Occorre quindi anticipare e se possibile evitare di arrivare a fare tali trattamenti a pazienti clinicamente compromessi.

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