Da tempo si è compreso il collegamento tra la salute e l’alimentazione. La letteratura scientifica è ricca di esempi e di studi che senza alcun dubbio mettono in evidenza la relazione tra numerose patologie croniche e il nostro modo di nutrirci quotidianamente. Tra queste compare l’endometriosi che è considerata una condizione infiammatoria cronica influenzata in modo spiccato dalle scelte nutrizionali di chi ne soffre. Uno studio pubblicato nel 2018 ha dimostrato che molti fattori anti-infiammatori presenti negli alimenti sono capaci di migliorare e attenuare i sintomi dell’endometriosi. Da qui è facile comprendere quanto sia possibile e necessario un cambiamento di rotta nel proprio modo di mangiare.

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva; la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni. 

Cos’è l’endometriosi?

L’Endometriosi è una malattia cronica caratterizzata da una presenza anomala in altri organi – ovaie, tube, peritoneo, vagina, vescica, intestino, il colon retto e l’appendice – del tessuto riveste di solito la parte interna dell’utero (l’endometrio).

Di questo e altro si parlerà nel Webinar “Endometriosi e infiammazione cronica: inquadramento e terapia” che si svolgerà il 19 dicembre 2022 sotto l’inquadramento scientifico del Dottor Carlo Alboni, esperto in Ginecologia, laureato in Medicina e Chirurgia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna nel 2001 e ha conseguito la Specializzazione in Ginecologia ed Ostetricia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna nel 2006. Ha poi perfezionato la sua formazione con un Dottorato di Ricerca in Scienze Ostetriche e Ginecologiche presso la Facoltà di Medicina e Chirugia dell’Università degli Studi di Parma nel 2011. Ha perfino conseguito il Certificate of Basic Competence in Clinical Research and Good Clinical Practice (GCP) presso l’Università degli Studi di Chieti.

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Durante il ciclo mestruale – spiega il dottor Carlo Alboni – questo tessuto si comporta come l’endometrio e quindi provoca sanguinamento e conseguente infiammazione acuta e cronica. Le lesioni infiltrano letteralmente la parete degli organi colpiti e generano quadri di tenaci aderenze dentro la pelvi che possono compromettere anche la fertilità. La diagnosi precoce è importante perché consente di gestire la paziente migliorando la sua qualità di vita e riducendo il rischio di danno della funzione degli organi in cui si annida. È, però spesso, una diagnosi difficile perché i dolori vengono di frequente scambiati per semplici dolori mestruali o  dolori addominali non specifici e quindi sottovalutati”.