Durante l’ultimo congresso della Ketogenic Diet Academy tenutosi a Bologna, la Dottoressa Mikiko Watanabe, MD, PhD, del Dipartimento di Medicina Sperimentale presso la Sapienza Università di Roma – Policlinico Umberto I ha presentato una relazione intitolata “Azione anti-infiammatoria e immunomodulatrice delle diete chetogeniche: dalla letteratura alla pratica clinica”, offrendo una panoramica approfondita sulla potenziale efficacia di queste diete ben oltre la semplice perdita di peso.

Alcuni studi suggeriscono che passare a una dieta chetogenica modifica la composizione del microbiota, favorendo un ambiente intestinale che potrebbe modulare la presenza di determinate cellule T regolatorie, con potenziali effetti benefici. Inoltre alcuni studi su modelli animali mostrano che la chetosi potrebbe migliorare la sopravvivenza e incrementare i livelli di cellule T regolatorie protettive nei polmoni, specialmente rilevante nel contesto della COVID-19.

Oltre la perdita di peso: benefici immunomodulatori

Mentre le diete chetogeniche sono comunemente conosciute per la loro efficacia nella perdita di peso, Watanabe sottolinea il loro potenziale nel modulare la risposta immunitaria del corpo. Attraverso vari modelli di studio, è stato osservato che la chetogenesi non solo riduce i marker dell’infiammazione, indipendentemente dalla perdita di peso, ma ha anche un effetto immunomodulatore, potenzialmente sia soppressivo che stimolatorio, sul sistema immunitario.

L’analisi delle evidenze cliniche, compresi studi su condizioni come la fibromialgia, la psoriasi e la steatosi epatica non alcolica (NASH), mostra che le diete chetogeniche possono essere sicure ed efficaci nel trattamento di queste malattie, spesso correlate a stati infiammatori cronici. Queste scoperte aprono nuove strade nella cura di patologie attraverso modifiche dietetiche e sostengono l’importanza di ulteriori ricerche per capire meglio il legame tra dieta, microbiota e sistema immunitario.

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Watanabe conclude evidenziando che, sebbene le diete chetogeniche offrano promettenti benefici anti-infiammatori e immunomodulatori, è fondamentale continuare a esplorare questo campo per consolidare le basi scientifiche e ampliare le applicazioni cliniche. La sua ricerca illumina un percorso verso un approccio più olistico nella gestione delle malattie croniche, dimostrando il potenziale delle modifiche dietetiche non solo per il controllo del peso, ma anche per il benessere generale del paziente.