La denuncia arriva dal Center of Disease Control and Prevention nord americano

Il numero di bambini ricoverati negli ospedale statunitensi contagiati dal Covid ha avuto un aumento importante durante la scorsa settimana. L’incremento è stato osservato nei bambini di età pari o inferiore a 4 anni, bambini che potrebbero essere vulnerabili alle infezioni delle vie aeree superiori, esattamente dove si pensa che Omicron sia più concentrato rispetto ad altre varianti. L’ultimo report del Center of Disease Control and Prevention (CDC) nord americano, che riporta i dati raccolti dal COVID-NET, rete di sorveglianza ospedaliera tra gli Stati Americani, risalta un dato finora imprevedibile, ma da tenere in considerazione. Mentre per gli adulti viene confermato che le patologie sottostanti alle ospedalizzazioni dei soggetti adulti affetti da malattia da COVID 19 sono, nell’ordine, l’Ipertensione arteriosa, l’Obesità, il Diabete e le Malattie cardiovascolari, con percentuali che vanno tra il quasi 40% delle ultime a quasi il 60% della prima. Nei pazienti in età pediatrica, scomparse ovviamente le patologie croniche legate all’età, nel quasi 50 % dei casi non è stata riscontrata alcuna patologia sottostante, mentre appare decisamente elevata (35%) la percentuale di soggetti ricoverati per le complicanze da infezione virale, affetti da Obesità.

https://gis.cdc.gov/grasp/COVIDNet/COVID19_5.html

Il dato è molto suggestivo, scrive il Professor Giovanni Spera, Endocrinologo nonché Presidente della Società italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA), perché conferma come nell’obesità infantile, che è purtroppo prodromica ad una obesità anche da adulto, già si attivano una serie di meccanismi patogenetici che sono il presupposto delle complicanze più frequenti e gravi dell’obesità, quali la steatosi epatica e il diabete, ma si manifesta anche e soprattutto l’infiammazione generalizzata, la cosiddetta flogosi sistemica. Questa condizione è sottesa un po’ a tutte le complicanze dell’obesità ed in questo caso è certamente responsabile, anche in età pediatrica, della maggiore vulnerabilità all’aggressione del Covid 19. Appare sempre più evidente come la già nota, ormai cronica e diffusa pandemia della modernità, che è l’Obesità, funziona da principale substrato alla diffusione dell’altra drammatica Pandemia, quella virale attuale e che la prevenzione primaria dell’una e dell’altra deve agire su molti livelli, ma principalmente su quelli comuni comportamentali, ambientali e soprattutto alimentari.

Giovanni Spera

Ogni strategia in grado di ridurre rapidamente e stabilmente i depositi di grasso, specie viscerale, risulterà vincente nel lungo periodo, ma anche molto efficace nel breve, sui singoli casi.

Un esempio illuminante è dato dallo studio condotto dal dottor Samir Giuseppe Sukkar e dal professor Matteo Bassetti pubblicata sulla prestigiosa rivista statunitense ‘Nutrition’ dove gli autori hanno dimostrato l’efficacia diretta dell’induzione nutrizionale alla chetosi che, riducendo col grasso viscerale anche la flogosi sistemica, è in grado di ridurre la percentuale di aggravamento della malattia da Covid 19 in una buona percentuale di soggetti adulti trattati.

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