Gli ultimi sviluppi nella gestione dell’obesità stanno aprendo nuove strade per la riabilitazione dei pazienti affetti da questa complessa patologia. L’intervento della Dottoressa Mara Boschetti, dell’Università degli Studi di Genova e l’IRCCS Policlinico San Martino, durante la recente Ketogenic Diet Academy ha gettato luce su questi nuovi orizzonti.

L’obesità è una patologia cronica multifattoriale caratterizzata dall’accumulo eccessivo di grasso. Tuttavia, come sottolineato dalla Dottoressa Boschetti, esistono diversi aspetti da considerare nella gestione di questa condizione. Uno degli aspetti chiave è la fenotipizzazione del paziente affetto da obesità, ovvero la personalizzazione del trattamento in base a vari fattori, tra cui la distribuzione e la tipologia del grasso corporeo, i fattori di rischio, le patologie associate e la sintomatologia soggettiva.

La Dottoressa Boschetti ha sottolineato l’importanza di valutare più che il solo indice di massa corporea (BMI) e considerare una serie di altri fattori che possono influenzare il decorso della malattia. Ad esempio, ha evidenziato la connessione tra il sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema gastrointestinale (SGI), che svolgono un ruolo cruciale nel controllo dell’introito calorico e della spesa energetica dell’organismo.

La Dottoressa Boschetti ha discusso l’importanza delle diete chetogeniche, in particolare la Very Low-Calorie Ketogenic Diet (VLCKD). Questa dieta a bassissimo apporto calorico e ricca di grassi è stata dimostrata efficace nel controllo del peso e nella riduzione del grasso corporeo. La chetosi indotta da questa dieta sembra ridurre la sensazione di fame e influenzare positivamente gli ormoni coinvolti nella regolazione dell’appetito.

 La VLCKD rappresenta un approccio dietetico innovativo e promettente per affrontare l’obesità e il sovrappeso, offrendo notevoli benefici metabolici.

Uno degli aspetti più notevoli della VLCKD è la sua capacità di aiutare i pazienti a perdere peso in modo significativo e sostenibile. Studi hanno dimostrato che la VLCKD ha un maggiore impatto sulla riduzione dell’indice di massa corporea (BMI), la circonferenza della vita (WC), e la massa grassa (FM) rispetto ad altre diete tradizionali, come la dieta mediterranea o diete con apporti calorici più alti.

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La VLCKD ha diversi effetti metabolici positivi, tra cui:

Potere saziante: I corpi chetonici sembrano ridurre la sensazione di fame, il che può aiutare i pazienti a rispettare la dieta e a limitare l’apporto calorico.

Migliore mantenimento della massa magra: A differenza di molte diete ipocaloriche che portano a una significativa perdita di massa magra, la VLCKD sembra conservare la massa muscolare.

Assenza di picchi insulinemici: Poiché la dieta è povera di carboidrati, non si verificano i picchi insulinemici associati al consumo di carboidrati, il che può essere benefico per i pazienti con resistenza all’insulina o il diabete di tipo 2.

Azione anoressizzante ormonale: La chetosi sembra influenzare positivamente gli ormoni coinvolti nella regolazione dell’appetito, tra cui la grelina, il GLP-1, il CCK e il PYY. Questi ormoni riducono la sensazione di fame e promuovono la sazietà, il che può aiutare i pazienti a gestire l’appetito.

In conclusione, la Very Low-Calorie Ketogenic Diet è un approccio dietetico innovativo che offre notevoli benefici nella gestione dell’obesità. Tuttavia, la sua efficacia e sicurezza devono essere attentamente valutate per ciascun paziente, e dovrebbe essere sempre supervisionata da un professionista sanitario esperto.