Obesità e Sindrome Metabolica, quando la cura è lo stile di vita.

Come fare a capire che si sta diventando obesi? Basta un test fatto su internet?

L’Obesità cosiddetta esogena, cioè causata da squilibri alimentari, sedentarietà e uno stile di vita deleterio, è curabile.

Ma come fare ad evitare di precipitare nell’Obesità? Come fare ad accorgersi che il proprio stile di vita ci sta portando verso una patologia complessa e dalla guarigione difficile?

E’ la malattia dei paesi ricchi, questa la definizione di Obesità, la malattia cronica che colpisce una fetta pari al 10% della popolazione mondiale.

E’ stata definita dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una “epidemia globale”, oltre che un’emergenza sanitaria costosissima.

Solo negli Stati Uniti le cure mediche per l’obesità sono costate quasi 80 miliardi di dollari, si stima che in Italia la spesa sanitaria pubblica sia di 4,5 miliardi di euro.

L’Obesità infatti è un accumulo di peso in eccesso le cui conseguenze per la salute sono gravissime, dal diabete ai problemi cardiocircolatori.

Conseguenze che portano a una alla diminuzione dell’aspettativa di vita.

In questo blog parliamo diffusamente di come attaccare l’Obesità, ridurre l’assunzione dei farmaci, promuovendo uno stile di vita equilibrato e attività fisica.

Ma come fare ad accorgersi che la situazione sta peggiorando PRIMA di diventare Obesi?

E’ possibile farlo cercando di capire se si è affetti da Sindrome Metabolica.

La Sindrome Metabolica è un segnale, costituito da:

  • Un largo girovita. L’eccesso di grasso nella zona addominale è un fattore di rischio per le malattie cardiache più significativo rispetto al grasso in eccesso in altre parti del corpo, come ad esempio sui fianchi.
  • Un livello superiore a quello normale di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia)
  • Un livello più basso del normale di colesterolo HDL (colesterolo buono, legato alle lipoproteine ad alta densità) nel sangue.
  • Ipertensione arteriosa (pressione alta).
  • Livelli di glicemia a digiuno più alti del normale (iperglicemia).

Se questi fattori sono presenti tutti insieme, ci troviamo di fronte a una possibile Sindrome Metabolica, una sindrome che aumenta il rischio di patologie cardiache, segnala un possibile diabete o è un indicatore di una possibile obesità.

Ci sono soluzioni, quando le proprie condizioni sono a rischio sindrome metabolica?

Una soluzione naturale e logica c’è ed è legata alla perdita di peso corporeo.

Un obiettivo però non così semplice da raggiungere.

Il fallimento delle terapie farmacologiche nella cura dell’obesità, ha condotto allo sviluppo di cosiddette “terapie dietologiche”.

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Le terapie per la cura dell’obesità sono in questo momento prevalentemente di tipo dietetico-comportamentale. A una terapia dietologica, da seguire sotto controllo medico, segue un processo rieducativo alimentare, che conduce a uno stile di vita più sano e a un minore peso corporeo.

Il paziente – spiega il Dottor Umberto Longo, dietologo va inserito in un programma che preveda una prima fase di dieta proteica, coadiuvata con l’uso di alimenti funzionali, che stimolano la sintesi proteica e l’ormone della crescita. Il risultato è una perdita della massa grassa e il mantenimento di quella magra”.

In questo contesto periodi contenuti di diete chetogeniche possono dare un contributo importante alla terapia di attacco all’obesità per favorire poi una rieducazione costante e continuativa.

Con una dieta proteica si perde in centimetri e questo gratifica molto il paziente – spiega Longo – Nella seconda fase, dopo la riduzione importante di peso, si procede con l’introduzione degli alimenti con una dieta bilanciata”. Con risultati anche nel lungo periodo che si mantengono bene, proprio grazie al cambio radicale di stile di vita del paziente.

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