La dieta chetogenica di Natalia, sportiva, attenta alla linea e interessata alla propria salute, è un esempio per tutti quelli che vogliono perdere peso senza lasciare per strada i muscoli, ma agendo selettivamente sul grasso.

Salvarsi la vita, dimagrire e mettere a posto i valori e il metabolismo. La storia di Natalia.

Alimentazione corretta, tanta palestra e impegno, a un certo punto non sono bastati più. Natalia non doveva soltanto perdere 3 o 4 chili, ma voleva alleggerirsi. Si sentiva gonfia, pesante.

Oggi parliamo di Natalia, quarantenne sportivissima di origini torinesi che vive a Roma da molti anni. Le abbiamo chiesto di raccontare la sua storia, che è un po’ particolare ma molto comune nella vita quotidiana. Parliamo di persone che hanno un lieve sovrappeso e in generale uno scompenso nella distribuzione del proprio peso corporeo. Un eccesso di grassi, magari distribuiti su fianchi, cosce e pancia, che è opportuno abbattere o compensare.

Io sono una grande sportiva, faccio crossfit e vado in palestra più volte la settimana – spiega Natalia – se mi vedi ti chiedi “ma questa che peso ha da perdere”? Eppure erano anni che cercavo la dieta giusta per vivere meglio.

Quanti chili avevi da perdere?

3 o 4.

Avevi davvero bisogno di una dieta?

Ho sempre cercato di restare in forma. Mi piace lo sport, mi piace mangiare. So che facendo molto sport posso permettermi di mangiare di più, ma non riuscivo a sbloccarmi dal mio peso. Volevo perdere quei chili, e soprattutto volevo perderli lì, per sentirmi meglio.

Che diete hai provato?

Moltissime. Tempo fa ho detto: voglio provare a fare la Dukan. Faccio i 5 giorni di proteine pure. Nel mio caso ne bastavano 3, ma ne ho fatti 5. Io in quella settimana ho perso un chilo. Niente di che. Poi comincio la fase successiva, quella che riduce le proteine pure a 1 giorno solo. Faccio degli esami e viene fuori che dopo un po’ ho la creatina e l’azotemia altissime.

Cosa era successo?

Nella Dukan puoi mangiare proteine a volontà, non ci sono limiti. Così non ti insegna “la porzione” giusta per il tuo peso e il tuo corpo. Vista la mia attività fisica, che ho proseguito anche durante la dieta Dukan, per compensare la richiesta energetica del mio corpo sotto sforzo mi riempivo di proteine. Il risultato è stato che mi stavo rovinando i reni.

Quindi? Ne hai provate altre?

Certo, ad esempio ho fatto una dieta da 70 grammi di pasta la sera, niente pane, niente di niente. Non ce la facevo. Mi sentivo morire di fame, avevo l’umore pessimo, mi sentivo debole e scarica. Come se fossi depressa.

Stavi per mollare?

Sì.

Cosa è successo?

Nel mio pellegrinaggio sono arrivata nello studio del Dottor Longo di Roma, il quale la prima cosa che mi ha detto è stata: “Ma cosa ci fai qua?”. Poi in realtà mi ha visitata e abbiamo fatto alcuni esami. Da lì abbiamo capito il problema.

Qual era il problema?

Sono diventata insulino-resistente, avevo la glicemia alta, il mio corpo stava cambiando il proprio metabolismo e questo stava compromettendo la mia salute.

Che caratteristiche ha la dieta che le ha proposto Longo?

E’ protocollo dietetico che prevede un breve periodo iniziale di dieta chetogenica, che di solito si dà solo per persone obese, ma Longo mi ha spiegato che non è sempre così. In effetti la dieta chetogenica mi è servita non tanto e non solo per perdere peso, ma anche per sistemare la glicemia e quella che mi è stato spiegato essere la “resistenza insulinica” che avevo, sistemando tutti i valori del mio corpo. E potevo anche mangiare i dolci la sera.

Dolci? 

Sì. Questo protocollo dietetico agisce con gli Alimenti Funzionali. Sono cibi prodotti con l’aggiunta di proteine e altri additivi naturali che equilibrano la mancanza quasi totale di carboidrati. Si fa per pochi giorni all’inizio del protocollo e serve per innescare il risultato finale. Questi cibi, oltre a essere buonissimi, hanno anche delle barrette di cioccolata stupende che usavo per premiarmi alla fine della giornata.

Premiarti?

Sì. Chiunque faccia dieta da molto tempo come me sa perfettamente che c’è una componente psicologica forte in questo meccanismo. Premiarti dopo una giornata di sacrifici, in cui non hai mangiato quello che desideravi, serve per andare avanti.

E ha avuto risultati?

Quando ho perso il primo chilo, sembrava ne avessi persi dieci. Visto il valore della glicemia, avevamo capito che dovevo cambiare lo stile di vita, ma mi ha stupito la reazione degli altri, delle persone intorno a me. Voglio dire, avevo perso un solo chilo e in più di un mese, però mi sono sgonfiata molto. Non è come la dieta Dukan, che perdi moltissimo subito, questa è una dieta che riesco a mantenere.

Quindi non basta mangiare meno?

Alcuni dicono che basta quello, ma per lo meno per il mio caso non è sufficiente. Io non sapevo di essere insulino-resistente, così anche mangiando poco mi sentivo gonfia e stanca. Usando gli alimenti funzionali non ho questi down. La Penta fa la tavoletta di cioccolata che è una cosa meravigliosa, ha sulle 200 calorie e io ce l’avevo come spuntino. Per me era gratificante, dopo aver mangiato pranzo la fettina di pollo con l’insalata. Io se mangio la frutta mi si gonfia la pancia e mi viene mal di stomaco. Con questa tavoletta di cioccolata mi gratifico. Ci voleva un cambio di stile di vita, una soluzione anche da applicare per qualche mese all’anno, a ridosso di periodi critici come il natale o le vacanze. Io ho sofferto molto, sono una buona forchetta, non posso mangiare poco.

E i prodotti Light? Quelli con pochi grassi? Non potevi usare quelli?

Per me questi prodotti light sono deleteri. Perché tolgono sì i grassi ma aggiungono zuccheri, che sono quelli che mi danneggiano di più.

Questo protocollo dietetico quindi ti è stato utile?

Sì. Gli alimenti funzionali soprattutto. Con questa dieta, specie nella prima breve fase chetogenica, mi sono sgonfiata. Al di là del peso che dovevo perdere, che era poco, ho perso molta massa grassa e i valori sono rientrati nella norma. Colesterolo perfetto, azotemia e creatinina nella norma, insulina giusta, glicemia corretta. Sto meglio. Se vado al ristorante mangio normale. Se esagero ricomincio con gli alimenti funzionali e vedo che rientro.

Siamo andati dal Dottor Umberto Longo, che abbiamo già intervistato in un paio di occasioni, per chiedere delle specifiche sulla dieta di Natalia.

Dottore, allora questa dieta chetogenica non funziona solo con le persone che devono perdere molto peso.

In linea di massima sì, ma esistono dei casi, come quello di Natalia, non si devono perdere molti chili, ma devono essere persi nei punti strategici. 

Ma anche solo 3 o 4 chili?

Ci sono persone che anche se hanno un peso accettabile, sembrano bolse, fuori forma. Questo è perchè c’è uno squilibrio tra massa magra e massa grassa. In ogni caso, perdere la massa grassa conservando quella magra è sempre una cosa positiva per il corpo.

Come mai prescrive gli alimenti funzionali nella sua dieta?

Sono necessari per tenere i valori sotto controllo e il corpo in equilibrio. Senza quegli alimenti funzionali la dieta non funziona.

E come funziona questa dieta?

A seconda dei casi, si svolge in 3 o più step, nel primo dei quali c’è una pressochè totale eliminazione dei carboidrati, che vengono integrati gradualmente (anche se non totalmente) negli step successivi. Le sostanze nutritive che venivano dai carboidrati sono rimpiazzate dagli alimenti funzionali. 

Gradualmente il soggetto viene ricondotto ad alimentarsi in maniera normale, introducendo anche le proteine degli alimenti naturali, ma ri-educandolo ad una alimentazione corretta secondo lo stile tipico della dieta mediterranea.

Sembra una dieta dura.

Non ci sono diete semplici, ma questa almeno funziona. 

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