Giovanni De Pergola é Professore Associato Confermato del settore scientifico-disciplinare MED/09 (“Medicina Interna”) presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università di Bari.

Professore De Pergola come definisce l’obesità?

Per obesità s’intende abitualmente un eccesso di peso corporeo. Nella pratica clinica, la diagnosi si formula quando l’indice di massa corporea (IMC), calcolato come peso (Kg) / altezza (m2), è pari o superiore a 30. Peraltro, in accordo alla definizione dell’IDF (International Diabetes Federation), parliamo di obesità quando la circonferenza addominale è pari o superiore a 94 cm per l’uomo e a 80 cm per la donna, indipendentemente dal IMC. Da un punto di vista del rischio di sviluppare le patologie ed aumentare la mortalità, l’obesità può essere definita una condizione caratterizzata dall’aumento del tessuto adiposo, soprattutto se questo è localizzato a livello viscerale ed a livello ectopico (nel fegato, intorno al cuore, intorno al rene, etc).

Come malattia cronica complessa, l’obesità è legata a numerosi fattori. Quanto conta la genetica e quanto invece si rileva determinante un corretto stile di vita?

In termini generali possiamo dichiarare che i fattori genetici pesano per il 25%, i fattori culturali per il 30% ed i fattori ambientali per il 45%. 

Quali sono le caratteristiche che definiscono l’obeso?

Le principali sono il grado di obesità, la circonferenza addominale e la quantità di grasso corporeo, perché il rischio di patologia, invalidità e mortalità aumenta parallelamente al crescere di tali parametri. Ancora, la durata della obesità ed il comportamento alimentare (fisiologico o compulsivo) caratterizzano l’obesità e condizionano l’insorgenza delle sue complicanze    

Professore, qualche anno fa assieme a Franco Silvestris ha rilasciato un interessante documento sulla relazione tra obesità e cancro. Perché in tal ambito l’obesità rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio?

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Si, abbiamo pubblicato una review sulla relazione tra obesità e cancro che ha ricevuto molte citazioni. La presenza della obesità aumenta significativamente il rischio di sviluppare il cancro in almeno 13 differenti sedi (mammella, utero, prostata colon, etc). L’obesità è un fattore di rischio per tale patologia perché induce un aumento dei livelli circolanti d’importanti fattori di crescita quali l’insulinemia e l’IGF-I, ed un incremento della produzione degli estrogeni per conversione degli androgeni in estrogeni nel tessuto adiposo. Infine, l’eccesso di grasso del paziente obeso produce una maggiore quantità di adipochine, citochine che sono prodotte specificatamente nel tessuto adiposo e che favoriscono lo sviluppo del cancro  

Nell’ambito del Convegno Nazionale AME ci sarà un minicorso dedicato alle linee guida per il trattamento dell’obesità. Ci racconta qualcosa al riguardo?

Con piacere. Uno dei minicorsi metabolici previsti nell’ambito del Congresso è dedicato alle “Linee guida AACE/ACE per il trattamento della obesità”, che il sottoscritto e il Dottor Chianelli, moderatori del corso, hanno contribuito a tradurre e adattare alle realtà italiana”. Sarà inizialmente proposto un caso clinico, che fornirà lo spunto per presentare gli aspetti più recenti, moderni e pratici nella gestione del paziente con obesità, facendo riferimento in particolare all’approccio dietetico, ai farmaci ed alla chirurgia metabolica. Nello specifico, per quanto concerne i farmaci più recentemente immessi nel mercato, saranno proposti quali sono (ossia liraglutide e naltrexone-bupropione), i loro outcome e come e quando usarli.


Giovanni De Pergola è Professore Associato Confermato del settore scientifico-disciplinare MED/09 (“Medicina
Interna”) presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università di Bari.

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