Cosa sono gli alimenti funzionali? Quali le loro caratteristiche? Ma soprattutto in che situazioni e a quale scopo si usano come supporto alle terapie dell’obesità e della ketogenic diet? L’abbiamo chiesto al Dottor Alessandro Colletti che interverrà l’8 febbraio all’interno del I Modulo della Ketogenic Diet Academy con un panel specifico su Nutraceutica e alimenti funzionali a supporto della terapia dell’obesità e della KD.

Alessandro Colletti svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienza e tecnologie del farmaco dell’Università degli Studi di Torino, Responsabile macroregionale SINut e Segretario Nazionale della Società Italiana Nutraceutica.

Dottore l’8 febbraio interverrà all’interno dei panel della KDA con un intervento sugli alimenti funzionali. Cosa definisce un alimento funzionale?

Gli alimenti sono definiti funzionali quando, al di là delle proprietà nutrizionali di base, è scientificamente dimostrata la loro capacità di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche. Dal punto di vista clinico, gli alimenti funzionali sono considerabili nutraceutici a tutti gli effetti, vale a dire sostanze in grado di prevenire o in alcuni casi curare (in associazione alla terapia convenzionale) un fattore di rischio o patologia. Per quanto riguarda la legislazione, gli alimenti funzionali rientrano all’interno della categoria integratori alimentari, vale a dire sostanza che integrano la comune dieta, dotati di effetti nutritivi o fisiologici. 

Che tipo di studi ed evidenze scientifiche sono state raccolte sugli alimenti funzionali?

Negli ultimi 15-20 anni, lo studio dei nutraceutici ha fatto grandi passi in avanti: lo testimoniano i quasi 80.000 lavori scientifici presenti su pubmed con all’interno del titolo la presenza del termine “nutraceutico”, i documenti di consensus elaborati da numerose società scientifiche tra cui SINut, e l’aumento del numero di studi clinici randomizzati e controllati condotti con una metodologia clinica sempre più rigorosa. D’altro canto è bene sottolineare che nonostante il mercato dei nutraceutici sia in crescita (>3.5 miliardi di fatturato nel 2019), sono numerosi i prodotti ad oggi disponibili privi di evidenze scientifiche (componenti sottodosate, associazioni non studiate clinicamente, utilizzo di policomponenti fino a 50-60 principi attivi in una compressa, ecc.). All’interno dell’arsenale a disposizione dell’operatore sanitario quindi, il professionista ha il dovere di saper riconoscere i nutraceutici “evidence based” da quelli “junk”.

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I trend demografici mostrano come la popolazione italiana  si stia spostando verso una prevalenza di soggetti in età matura ed anziana in discrete condizioni di salute che vogliono a diritto mantenersi sani e attivi negli anni a venire, senza necessariamente ricorrere ad approcci farmacopreventivi. In questo contesto l’attenzione dei professionisti della salute per quanto riguarda le potenziali applicazioni preventive di una integrazione dietetica mirata con nutraceutici ha uno sviluppo rapidamente crescente. Fra i settori di maggiore interesse, vi sono i nutraceutici in prevenzione cardiovascolare e neurologica e ultima ma non meno importante la grande area di studio dei nutraceutici e disbiosi intestinale.

In che situazioni e a quale scopo si usano gli alimenti funzionali? In particolar modo in che modo possono essere di supporto a terapie dell’obesità e della ketogenic diet?

Nell’ambito del sovrappeso e dell’obesità i nutraceutici non sostituiscono l’approccio dietetico-comportamentale ma possono essere sinergici ad essi. Fra i modulanti dell’appetito può avere una certa efficacia la Griffonia simplicifolia, fra gli stimolanti il metabolismo vi sono prove di efficacia per il Citrus aurantium e le metil-xantine. Le fibre solubili sembrano essere coadiuvanti validi nel trattamento del sovrappeso, inducendo senso di sazietà e rallentando l’assorbimento di glucidi e lipidi. Dati clinici interessanti sono disponibili per il Cissus quadrangularis e l’Irvingia gabonensis, ma devono essere confermati in soggetti di etnia caucasica. Il trattamento nutraceutico può essere considerato come adiuvante al cambiamento dello stile di vita e alla terapia farmacologica in pazienti sovrappeso/obesi con comorbidità o altri fattori di rischio, tra cui la NAFLD, le dislipidemie, l’ipertensione arteriosa, l’iperglicemia e lo scompenso cardiaco.

L’intervento del Professor Colletti nel programma della Ketogenic Diet Academy della SiNut

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