Riposo, disconnessione, relax e riduzione dello stress associato all’attività lavorativa. Quattro modi per indicare le ferie che vengono sempre più concepite come fonte di liberazione da quel malessere chiamato lavoro. Un meccanismo evidente ai più, confermato anche dall’American Psychological Association.

Dopo un anno di produttività incessante e stress accumulato, il nostro cervello ha bisogno di una pausa per riequilibrarsi e “recuperare le forze”. Questo dato di fatto se da un lato appare banale da un altro evidenzia un problema con il concetto di lavoro. Delegare alle ferie la propria salute psicologica non è sano. È invece necessario investire su di essa tutto l’anno e individuare quale sia il motivo che genera malessere sul lavoro è il primo passo. Prendersi cura di sé e del proprio equilibrio psico-fisico ogni giorno, il secondo.

Adam Grant, psicologo, divulgatore e professore all’Università della Pennsylvania evidenzia bene i motivi, i 4 motivi per cui prendersi una pausa è indispensabile.

  • Soddisfazione esistenziale. Fare una vacanza appare come un’occasione unica per ritrovare il proprio benessere. Le vacanze promuovono un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, una riduzione della pressione del tempo e una migliore salute mentale. che contribuiscono tutti a una migliore soddisfazione di vita. 
  • Miglioramenti fisici. Uno dei motivi più convincenti per fare una vacanza è che possono migliorare la nostra salute fisica. Uno studio sul cuore di Framingham ha scoperto che le vacanze riducono effettivamente il rischio di malattie cardiache. Lo studio ha monitorato i soggetti per un periodo di nove anni e ha trovato una correlazione positiva tra vacanze più frequenti e vite più lunghe e più sane.
  • Benefici per la salute mentale. Le vacanze possono anche migliorare la nostra salute mentale riducendo ansia e depressione. Uno studio giapponese ha rilevato che un breve viaggio di piacere di tre giorni riduce i livelli percepiti di stress e riduce i livelli dell’ormone dello stress.
  • Miglioramenti nella produttività. Uno studio condotto dal Boston Consulting Group ha rilevato che i professionisti a cui era richiesto di prendersi una pausa erano significativamente più produttivi di quelli che dedicavano più tempo al lavoro.
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