Roma – Nel corso del G8 delle Diete Chetogeniche tenutosi a Roma, il Professor Giovanni Scapagnini dell’Università degli Studi del Molise, ha sollevato l’importanza della nutrizione nella lotta contro l’invecchiamento cerebrale e le malattie neurodegenerative, tra cui l’Alzheimer e la demenza.

Giovanni Scapagnini alla III Edizione del G8 delle Diete Chetogeniche di Roma

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie neurologiche rappresentano un grave problema di salute pubblica a livello globale. Si stima che oltre 50 milioni di persone nel mondo siano affette da demenza, con circa 10 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno. Tra le malattie neurodegenerative, l’Alzheimer è la forma più comune, rappresentando circa il 60-70% dei casi totali di demenza.

Inoltre, l’invecchiamento della popolazione è un fattore significativo che contribuisce all’aumento delle malattie neurodegenerative. Secondo le previsioni dell’OMS, entro il 2050 il numero di persone con demenza potrebbe triplicare, raggiungendo quota 152 milioni. Questa previsione allarmante sottolinea l’importanza di adottare strategie preventive e terapeutiche efficaci per affrontare il problema dell’invecchiamento cerebrale e delle malattie neurodegenerative.

Durante la sua presentazione al G8 delle Diete Chetogeniche, il Professor Scapagnini ha evidenziato che la nutrizione può svolgere un ruolo chiave nel contrasto alle malattie neurodegenerative. La dieta chetogenica induce allo stato metabolico della chetosi, in cui il cervello utilizza i corpi chetonici come fonte di energia alternativa al glucosio.

Studi scientifici hanno dimostrato che la chetosi può migliorare la funzione cognitiva e ridurre l’infiammazione nel cervello, fattori che sono cruciali per prevenire e rallentare il progresso delle malattie neurodegenerative. In particolare, il Professor Scapagnini ha evidenziato il ruolo benefico del butirrato, un chetone presente nella dieta chetogenica, che agisce come molecola di segnalazione e attiva meccanismi di difesa a livello cellulare.

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Le evidenze scientifiche raccolte supportano l’idea che una corretta alimentazione, come la dieta chetogenica, possa rappresentare una strategia promettente nella lotta contro l’invecchiamento cerebrale e le malattie neurodegenerative. Tuttavia, ulteriori ricerche sono necessarie per approfondire gli effetti e gli meccanismi sottostanti di questa dieta sul cervello e sulla prevenzione delle malattie neurodegenerative.