Elisabetta Camajani, nutrizionista e ricercatrice, ha condiviso la sua vasta esperienza nelle diete chetogeniche a basso contenuto di carboidrati (VLCKD) alla Ketogenic Diet Academy, presentando un approccio olistico nellagestione dei piani nutrizionali chetogenici.

Camajani, durante il suo intervento, ha sottolineato l’importanza di personalizzare i piani nutrizionali basati su VLCKD, iniziando dal calcolo delle quote proteiche basate sul peso ideale. Un esempio specifico mostrava come calcolare la quantità di proteine necessarie al giorno per una donna, evidenziando l’importanza di una pianificazione accurata per assicurare una nutrizione ottimale e sostenibile.

Un altro aspetto cruciale affrontato da Camajani è stato l’effetto delle diete chetogeniche sul microbiota, l’ecosistema di microorganismi che popola il tratto digerente. La regolazione del microbiota attraverso diete specifiche è emersa come un fattore chiave per la salute complessiva, con implicazioni potenzialmente significative per diverse condizioni. Nel suo approfondimento, la Dottoressa ha esplorato i diversi protocolli di diete chetogeniche, come la classica ketogenic diet (CKD) e la Medium-Chain Triglycerides Ketogenic Diet (MCT-KD). Ha illustrato come queste varianti possano essere adattate a seconda delle esigenze nutrizionali individuali, mostrando la flessibilità e l’adattabilità delle diete chetogeniche.

Nutrizione nel contesto oncologico

Camajani ha poi focalizzato l’attenzione sul contesto oncologico, dove la malnutrizione è spesso una caratteristica comune e può avere un impatto negativo significativo sulla qualità della vita e sull’efficacia dei trattamenti. Ha evidenziato come la nutrizione giochi un ruolo cruciale nella cura multimodale del cancro e come la gestione dello stato nutrizionale sia fondamentale nella terapia oncologica. Discutendo gli approcci pratici, Camajani ha citato lo studio DREAM, che esamina l’effetto di una dieta chetogenica combinata con esercizio fisico in pazienti con cancro al seno metastatico sottoposte a chemioterapia. Questo studio è particolarmente significativo per comprendere l’impatto delle diete chetogeniche in contesti clinici specifici.

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In conclusione, Camajani ha esplorato il potenziale delle diete chetogeniche e la loro applicazione in contesti specifici, come in alcuni tipi di tumori trattati con inibitori della fosfatidilinositolo 3-chinasi. Ha enfatizzato che, nonostante la diversità nella composizione dei nutrienti, sia le diete a base di piante che quelle chetogeniche possono essere associate a perdita di peso, riduzione dell’infiammazione e livelli insulinici diminuiti, offrendo così nuove prospettive per la prevenzione e il trattamento del cancro.