Innumerevoli studi hanno ormai dimostrato come la dieta chetogenica, rappresenti una giusta strategia non solo per la perdita di peso, ma anche nel trattamento di malattie infiammatorie e degenerative. Quando si parla di chetogenica si fa riferimento ad un regime alimentare che induce una condizione metabolica nota come chetosi fisiologica, basata su una normale assunzione di proteine, una percentuale di grassi bassa, normale od anche molto elevata a seconda dell’obiettivo della dieta, ma sempre una molto ridotta assunzione di carboidrati. La crescente notorietà di questo percorso dietoterapico ha contribuito alla riflessione, in corso ormai da anni nel panorama medico mondiale, sull’impatto negativo rappresentato da elevate quantità di glucosio nei cibi che quotidianamente assumiamo. 

Presunti esperti continuano da anni a proporre l’assunzione di carboidrati amidacei quattro, cinque o anche sei volte al giorno ricorda il Dott. Fabrizio Cerusico, medico specializzato in Ginecologia e Ostetricia e Docente presso l’Università La Sapienza di Roma nonché uno dei maggiori esperti a livello europeo nel trattamento e nella cura dei problemi di infertilità di coppia e di fecondazione assistita. Cerusico altresì evidenzia come nella sua esperienza. 

 la chetogenica rappresenta una via che restituisce migliore qualità ovocitaria, migliore fertilizzazione embrionale, aumentato tasso di impianto, minore incidenza di aborto e, non da meno, recuperato stato psicologico al meglio delle condizioni.

Fabrizio Cerusico

Quello che emerge da tutti gli studi più recenti e qualificati è che dobbiamo far “girare” molto meno glucosio nel nostro organismo, modificando radicalmente la nostra alimentazione e il nostro stile di vita. Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato come gli stili alimentari a elevato indice glicemico aumentano in misura considerevole il rischio di mortalità, e la loro relazione diretta con la patogenesi di molte malattie come obesità, sovrappeso, diabete, cancro e malattie cardiovascolari. “Un vero e proprio autogol per la salute” scrive il Dott. Andrea Grieco, Medico specializzato in Nefrologia e Neurologia, uno dei pionieri a livello internazionale degli studi sulla Matrice Extracellulare e della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). Quindi glucosio in eccesso e conseguente costante produzione di insulina non sono solo un problema estetico (pancetta e sovrappeso), ma le cause di numerosi problemi e patologie. 

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Dagli studi e dalle rispettive esperienze cliniche di Cerusico e Grieco il glucosio in eccesso non usato a scopo energetico diventa nocivo per il nostro organismo. 

Grieco nel suo libro La Nutrizione dal 2020 in poi parla di una vera e propria “overdose glucidica”, responsabile, sempre attraverso l’insulina, della formazione del grasso viscerale, un vero e proprio organo endocrino che, producendo citochine infiammatorie, continuamente giorno e notte, deteriora la salute negli anni silenziosamente ma inesorabilmente, e rappresenta una delle cause di malattie devastanti come la sindrome metabolica, il diabete, nonché malattie infiammatorie croniche, autoimmunitarie, cardiovascolari, cerebrovascolari, neurodegenerative e tumori. Un quadro che delinea in converso la necessità di un urgente cambio di rotta. Nello specifico per star bene, non bisogna privarsi per sempre di ogni sfizio, ma di sperimentare nuovi e più funzionali modi di relazionarsi con il cibo

Nel suo libro, queste sono le indicazioni per quella che Grieco chiama la dieta della Pax Insulinica che si basa su tre semplicissimi principi: 

  • un freno ai cibi insulinogeni come pane, pasta, pizza, legumi, patate, mais, cereali integrali e non. Un’attenzione da porre anche alla quantità assunta di frutta, che non va certo eliminata ma consumata con la consapevolezza degli effetti che il suo quantitativo di zuccheri ha sul metabolismo. A suo parere, una nota importante deve essere fatta sui cereali integrali e sui legumi, protagonisti assoluti di tutta una informazione nutrizionale che ne consiglia il consumo quotidiano: si tratta di un fraintendimento che non considera che parliamo di alimenti che contenendo da 60 a 80 grammi di carboidrati, cioè di fatto molecole di glucosio legate tra di loro che, se pur a lento assorbimento, quanto a glucosio ne fanno comunque ingerire l’equivalente contenuto in 30–40 cucchiaini da caffè di zucchero; inoltre sono ricchi di lectine, sostanze vegetali che possono essere dannose per l’uomo.
  • introduzione di forme di mini-digiuno. E’ altrettanto importante un allungamento dell’intervallo tra un pasto e l’altro, saltando regolarmente su base settimanale uno o più pasti o allungando l’intervallo temporale tra un pasto e quello successivo. Introdurre il mini-digiuno è rivitalizzante, disintossicante e anche dimagrante.
  • moderazione delle quantità di cibo ingerito, in netto contrasto con la ipernutrizione imperante. Il regime alimentare della Pax Insulinica permette per più giorni di mantenere la glicemia entro valori contenuti, in grado di evitare l’eccesso di stimolazione della secrezione di insulina, attraverso il facile schema 3-1-3-1. Tradotto in pratica, questo schema prevede l’alternanza di 3 giorni di eliminazione di carboidrati amidacei e poca frutta, e 1 giorno “libero” in cui si sceglie liberamente cosa mangiare, sempre rispettando principi di buon senso riguardo alle quantità. 
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A proposito comunque di diete chetogeniche, Cerusico e Grieco altresì sottolineano che si tratta di un regime alimentare non semplice da seguire, e per il quale è fortemente sconsigliato il “fai da te”. Questo perché la chetogenica richiede un controllo medico e un monitoraggio piuttosto accurati, soprattutto riguardo la loro durata nel tempo.

Sono comunque in generale ben tollerate e consigliabili trattamenti in media di 4/8 settimane, nelle quali, tra l’altro si raccomanda di bere acqua in abbondanza, anche quando non se ne senta la necessità: almeno un litro e mezzo al giorno.

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