La dieta chetogenica come strumento per il trattamento dell’emicrania e della sclerosi multipla? La conferma arriva dall’Università di Udine che ha raccolto risultati “molto promettenti” in 50 pazienti arruolati nell’ambulatorio nutrizionale della Clinica Neurologica dell’Università.

Diretta da Gian Luigi Gigli, la clinica è tra le poche in Italia che si occupa di un tema importante e avvenieristico come quello della nutrizione quale frontiera per una migliore gestione di patologie neurologiche che vanno dall’emicrania alle demenze, dall’epilessia al Parkinson, dai tumori cerebrali alla sclerosi multipla. Risultati incoraggianti che aprono la strada ad un potenziamento della ricerca e a un progetto basato proprio sull’utilizzo della dieta chetogenica per il trattamento della fatica nella sclerosi multipla.

Una Dieta contro Emicrania e Sclerosi Multipla

Uno studio che rappresenta un tassello importante in un quadro sempre più promettente e interessante nella lotta alle malattie neurologiche. Gli studi sopra citati evidenziano che la dieta chetogenica appare sempre più uno strumento importante per anche per alcune patologie neurologiche. E’ un percorso dietoterapico ben tollerato, capace di indurre modifiche nel metabolismo con influenze sia di carattere generale come specificatamente nel resettare le cellule celebrali. Questa pubblicazione può rappresentare un punto di partenza importante per studi più approfonditi sul tema. Così ha commentato i risultati dello studio il Professor Giovanni Spera.

Esistono già degli studi che riguardano l’emicrania e la dieta chetogenica e in questo articolo potrete trovare degli approfondimenti.

L’emicrania è una malattia sociale, una soluzione arriva dai Corpi Chetonici, la cui produzione è indotta da una dieta chetogenica.

Nel mondo il 12% delle persone soffre di cefalea cronica, in Italia parliamo di 8 milioni di persone, in prevalenza donne. Chi ne soffre è costretto spesso e volentieri a ricorrere ad antidolorifici senza effetti nel lungo periodo. Il costo annuo stimato è di 2 mila e 600 euro a paziente, con gravi difficoltà personali e professionali. Ieri, 8 luglio è stato approvato in via definitiva dal Senato il testo unificato del disegno di legge per il riconoscimento della cefalea cronica come malattia invalidante. Grazie a questa legge la patologia avrà un riconoscimento a livello nazionale e il Sistema Sanitario Nazionale dovrà garantire un attento supporto dalla prevenzione alla diagnosi. 

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