Manca poco all’uscito del libro “Energia della Fertilità” del Professor Fabrizio Cerusico, considerato uno dei massimi esperti italiani sul tema dell’infertilità. Cerusico da 25 anni è a fianco a tante coppie con indicazioni e consigli per migliorare “benessere e fertilità” come ricorda lui stesso.

La domanda principale da cui parte il suo lavoro è: “Esiste un’energia della fertilità?”.

Per fertilità si fa riferimento non solo alla capacità di avere figli, ma anche alla possibilità di esprimersi al meglio con un giusto livello energetico. Dalla mindfulness, alla dieta chetogenica, alla programmazione neuro-linguistica, all’attività motoria per il benessere, Fabrizio Cerusico esplora le molteplici opportunità esistenti per favorire la fertilità e il benessere generale di corpo, mente e spirito.

Il libro introdotto dalla Prefazione di Annamaria Colao e dalla Postfazione di Massimiliano Caprio, protagonisti del G8 delle Diete Chetogeniche, dedica un intero capitolo agli alleati della fertilità. Ed è qui che compare la dieta chetogenica con tutta la sua forza terapeutica. 

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Nell’attesa di ricevere il libro pubblichiamo una recente intervista rilasciata dal Professore alla redazione di Accademia della dieta. Buona lettura

Professor quali sono le cause che stanno dietro all’infertilità? C’è nella sua esperienza una relazione con l’alimentazione o ancor più specificatamente con il BMI?       

Le cause dell’infertilità sono distribuite in fattori al 50% maschili e al 50% femminili. E’ risaputo che dopo i 35 anni la riserva ovarica diminuisce ed a determinare  il fattore predittivo c’è l’esame Ormone Anti Mulleriano che consente un orientamento sul futuro riproduttivo. Negli uomini i fattori di infertilità possono essere molteplici: varicocele, patologie infettive ed inquinamento ambientale. Il metodo DoctorC Fertility  riconosce che l’alimentazione è alla base della fertilità. Gli alimenti sono dei veri e propri farmaci e l’alimentazione ha un ruolo determinante nell’equilibrio del nostro organismo. Donne con BMI a valori alti hanno maggiori difficoltà di concepimento rispetto a chi ha un peso gestito.

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Uno studio dice che le donne obese hanno il 68% di probabilità in meno di avere un parto vivo dopo il primo ciclo di terapia assistita rispetto alle normopeso. Riassumendo: l’alimentazione è sì un fattore importantissimo, ma il mio metodo si basa anche su altre variabili che sono la diminuzione del fumo di sigarette poiché si è visto che questo è responsabile sia della diminuzione del numero dei follicoli antrali nelle ovaie sia del danneggiamento della qualità degli spermatozoi. Ho sempre in considerazione anche il discorso dell’elettromagnetismo. Siamo circondati da campi elettromagnetici che danneggiano le nostre cellule. Telefoni, computer, tablet e ripetitori possono portare alterazioni del Dna e modifiche spermatiche soprattutto per gli uomini che abitualmente tengono questi dispositivi nelle tasche vicino agli organi genitali. A queste considerazioni va aggiunto anche un lavoro sul distress per il raggiungimento di una “pace spirituale” che non è affatto un fattore trascurabile per chi punta al benessere e ad approntare un percorso di concepimento. Corpo, anima e mente non sono separate, ma interdipendenti.

Professore lei applica la dieta chetogenica per migliorare la fertilità nelle coppie. Ci racconta perché e da quando utilizza questa strategia? 

Sono entrato nel mondo della low carb circa 10 anni fa. Mi piace definirmi un “medico postumo”, difatti già 10 anni fa consigliamo a colleghi che le diete con basso tenore di carboidrati hanno effetti favorevoli. inizialmente ho letto molto della paleo diet approfondendo l’argomento con uno studioso, Claudio Tozzi per poi passare allo studio della chetogenica. Per molti medici incolti sull’argomento  la chetogenica è una alimentazione iperproteica che danneggia il sistema renale. Non è così, una chetogenica, essendo normoproteica, ipoglucidica ed iperlipidica, è assolutamente consigliata, lo è in molte patologie comprese quelle oncologiche. Anche per quanto riguarda il discorso del Covid19 trovo molto riduttivo parlare di salute passando solo attraverso le mascherine, il distanziamento e il lavaggio delle mani. Ci dimentichiamo di dire che la migliore prevenzione è il benessere psicofisico nella sua totalità. Difficile che questo avvenga in presenza di fattori come sovrappeso e obesità. In questo contesto infatti la chetogenica può essere di aiuto, può essere una vera e propria medicina preventiva per molte patologie e non solo può essere quello che amo definire “la macchina del tempo…migliore”. 

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Ketogenic low carbs diet – food selection on white wooden background. Balanced healthy organic ingredients of high content of fats. Nutrition for the heart and blood vessels. Meat, fish and vegetables.

Quali sono gli alimenti da evitare?

La soluzione sono gli alimenti per la “calma insulinica”. 

Ci sono tante insidie, anche insospettabili tipo la frutta che definisco “caramelle sugli alberi” che andrebbe consumata con cautela, lo stesso andrebbe  fatto per i carboidrati complessi  (pane, pasta, pizza e patate). Secondo i mie studi il nostro corpo usa prevalentemente i grassi, non solo il glucosio. Ce lo indica la storia umana.  L’uomo si è evoluto prevalentemente  mangiando carne, pesce, alcuni tipi di verdura e sporadicamente qualche frutto. Con l’arrivo dei cereali, circa 10 mila anni fa abusandone sono insorte numerose patologie che oggi determinano un peso più che notevole sul nostro SSN. Basta pensare a quella che oggi molti endocrinologi definiscono la “diabesità”. 

Per restare sul tema fertilità, cosa succede ad una persona sottoposta ad un trattamento alimentare chetogenico?

Partiamo dal presupposto che la dieta chetogenica ha dimostrato di essere una giusta strategia in campi che concernono la medicina, l’anti-aging e la risoluzione di problemi come sindrome metabolica e diabete tipo 2. Nel caso specifico della fertilità, il dimagrimento che avviene con la produzione di chetoni dal grasso corporeo può migliorare la qualita’ ormonale e di conseguenza anche il percorso della fecondazione assistita. Una corretta cascata ormonale produce un corretto andamento dell’ovulazione e migliora la produzione spermatica. Applico questo tipo di dieta a tutte le mie pazienti prima di un ciclo di fecondazione assistita o per cicli anovulatori  e ho notato dei risultati davvero incoraggianti. Per dirla in estrema sintesi: aumento del tasso di gravidanza e diminuzione del rischio di aborti.

Questa e’ una strada importante sperando che ci sia al più presto una contaminazione positiva con gli ortodossi della dieta mediterranea.

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