Semaglutide, un nuovo farmaco che fa ribollire i media come sempre è accaduto ogni volta che si è affacciato all’orizzonte una pillola o fiala come in questo caso, che promette di “togliere le castagne dal fuoco” a chi, dovendo perdere peso, spera in una scorciatoia che non preveda sacrifici in termini di qualità di “vita alimentare”.

Questo il commento del Professor Giovanni Spera, Presidente della Sisdca di fronte all’ultima follia social che arriva dagli Stati Uniti e che sta mettendo in serie difficoltà coloro che quel farmaco devo assumerlo per la cura del diabete di tipo 2, anche nel nostro paese. 

Il medicinale in questione che impazza da giorni su Tik Tok, con mezzo miliardo le visualizzazioni, soprattutto tra le adolescenti, è la semaglutìde, nata per aiutare i diabetici a controllare la glicemia, ma che ha anche un effetto fortemente dimagrante come si legge in numerosi post virali di influencer e celebrità che l’hanno provato decantando effetti miracolosi nella perdita di peso. 

Dai social sono rimbalzate allucinate suggestioni dalla vorace (sic!) popolazione nord americana di parties organizzati a base di alcolici e punturine di Semaglutide e dalle nostre parti di smodato consumo dello stesso farmaco utilizzato per perdere peso (al momento fuori indicazione ufficiale) a scapito dei pazienti diabetici per i quali era stato (come i similari precedenti e futuri) inizialmente concepito. Infatti, la grandezza della questione è tale da costringere l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a redigere una nota informativa nella quale si evidenzia che un uso  off-label per dimagrire mette a rischio la disponibilità del prodotto per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito tipo 2 non adeguatamente controllato in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico.

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Che cos’è la semaglutìde? 

La semaglutìde è un agonista del recettore del glp-1, un ormone che stimola la secrezione di insulina e che viene prodotto dall’intestino. Tra le sue funzioni c’è l’inibizione della fame e il miglioramento del controllo glicemico. Ci sono dati che mostrano la sua capacità di riduzione del peso corporeo.

Come dice il Professor Giovanni Spera:

Il farmaco in questione è particolarmente potente ed efficace, dopo un precedente quasi analogamente tale (Liraglutide, regolarmente in commercio) ed in attesa di un altro all’orizzonte (Tirzepatide) ancor più potente ed afficace. Questi farmaci, per quanto efficaci, non risolvono il problema di sovrappeso ed obesità. Tra gli effetti secondari indesiderati prevalenti ci sono la nausea, il vomito ei disturbi gastrointestinali, tanto che i maligni sostengono che a causa di questi effetti i pazienti assumono pochi alimenti e che il dimagrimento sia dovuto soprattutto a ciò.

Professore quindi questa soluzione farmacologica non può essere la soluzione per i kg id troppo? 

Diciamo che fenomeni come sovrappeso e obesità andrebbero trattati con interventi determinati che modifichino radicalmente lo stile di vita e stabilizzino il processo riabilitativo generale. Senza un’adeguata Educazione Alimentare la ripresa ponderale è praticamente certa. A ciò aggiungiamo che si tratta di un farmaco non prescrivibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale dal costo non indifferente! In ogni caso semaglutìde, quando sarà reso prescrivibile con l’indicazione “Obesità” (dubito possa mai esserlo con quella di “Sovrappeso”) sarà una opportunità terapeutica molto interessante, da utilizzare in strategie multidisciplinari di riabilitazione per questa patologia cronica dalle caratteristiche epidemiche nel cosiddetto Mondo Occidentale, assieme al  Diabete di 2° Tipo di cui è il quasi costante presupposto (Diabesità). Tutto questo senza prescindere da un fondamentale cambio di paradigma del soggetto nel proprio modo di alimentarsi.