L’allevamento animale per il cibo è da tempo oggetto di critiche per le sue implicazioni etiche, ambientali e sanitarie. Tuttavia, i recenti sviluppi nella produzione di alimenti alternativi suggeriscono che potremmo essere vicini a un punto di svolta. Grazie alla combinazione di avanzamenti tecnologici e normativi, potrebbe diventare più facile convincere le persone ad abbandonare la carne proveniente dagli animali se possono ancora godere dei piaceri culinari senza la necessità di allevamento, alimentazione e uccisione degli animali vivi.

L’anno del cambiamento: Il 2023 potrebbe essere un anno cruciale in questa transizione verso nuove alternative alimentari sostenibili. Potremmo guardarvi indietro come l’anno in cui è diventato evidente che l’industria dell’allevamento animale si stava dirigendo verso un destino simile a quello dell’industria cinematografica tradizionale che, nel corso del ventesimo secolo, è stata completamente rivoluzionata dalla tecnologia digitale. La combinazione di nuovi sviluppi tecnologici e approvazioni normative sta aprendo la strada a una nuova era dell’alimentazione.

Latte senza mucche:

Apre nuovi orizzonti l’approvazione da parte del Ministero della Salute israeliano, avvenuta ad aprile, di un prodotto lattiero-caseario innovativo. Remilk, l’azienda produttrice, ha una missione ambiziosa: creare prodotti caseari che siano una versione migliore e più sostenibile rispetto a quelli tradizionali. Utilizzando tecniche innovative di ingegneria genetica, Remilk copia il DNA delle mucche nei lieviti, creando un prodotto identico al latte di mucca, ma privo di lattosio, colesterolo, antibiotici e ormoni della crescita. Questi latticini sintetici offrono lo stesso gusto, consistenza e costo dei prodotti caseari tradizionali, ma richiedono solo l’1% della terra, il 5% dell’acqua e emettono solo il 4% degli inquinanti rispetto all’allevamento tradizionale. Inoltre, l’assenza di mucche significa l’eliminazione della pratica crudele di separare i vitelli appena nati dalle loro madri.

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Carne senza animali:

Allo stesso modo, la produzione di carne coltivata in laboratorio, nota anche come carne cellulare o coltivata, sta guadagnando slancio come alternativa sostenibile all’allevamento di animali. Ad esempio, a giugno, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha approvato le richieste di Good Meat (una divisione di Eat Just) e UPSIDE Foods per vendere pollo coltivato da cellule di pollo. Questo processo innovativo consente di ottenere carne senza coinvolgere animali vivi, riducendo così il numero di oltre 70 miliardi di polli uccisi ogni anno per il loro consumo. La carne coltivata viene prodotta utilizzando campioni cellulari prelevati senza la necessità di sacrificare nuovi animali. Sebbene la carne coltivata non sia ancora in grado di competere con i prezzi della carne tradizionale, la sua approvazione negli Stati Uniti apre la strada a un’ulteriore riduzione dei costi e all’aumento della produzione.

Un fenomeno globale: La ricerca e lo sviluppo della carne e dei latticini sintetici non si limita a un singolo paese o a un’azienda. Molti attori globali stanno contribuendo a questa rivoluzione alimentare. Ad esempio, l’azienda olandese Mosa Meat è stata una delle prime a presentare un hamburger coltivato in laboratorio nel 2013. Dopo un decennio di ricerca e sviluppo, Mosa Meat ha aperto un impianto di produzione ampliato a maggio e si prepara a iniziare la vendita di carne coltivata a Singapore e in altri mercati. Anche in Cina, è stato dimostrato un forte interesse per la carne coltivata. Il China Meat Food Comprehensive Research Center ha sviluppato una tecnologia che coltiva cellule muscolari animali in vitro e le trasforma in bistecche o petti di pollo utilizzando la stampa 3D. Questo processo promette di fornire prodotti cellulari con un contenuto nutrizionale identico a quello della carne animale, aprendo ulteriori possibilità per un’alternativa sostenibile.

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Benefici per il pianeta e la salute:

La transizione verso alimenti sintetici a base di cellule offre una serie di benefici significativi. Riducendo la dipendenza dall’allevamento animale, si potrebbe liberare una considerevole quantità di terra agricola, inclusi i pascoli e i terreni utilizzati per coltivare foraggio per gli animali. Inoltre, l’industria dell’allevamento è una delle principali fonti di gas serra, con le mucche che emettono metano, un potente gas serra. Riducendo la necessità di allevamento, si potrebbero ottenere notevoli riduzioni delle emissioni e un impatto positivo sul cambiamento climatico. Allo stesso tempo, gli alimenti sintetici offrono la possibilità di ridurre i rischi sanitari legati all’allevamento di animali, come la diffusione di malattie zoonotiche.

Mentre il consumo di carne continua a crescere in tutto il mondo, diventa sempre più urgente sviluppare alternative sostenibili per soddisfare la domanda alimentare in modo etico ed ecologicamente sostenibile. Gli avanzamenti nella produzione di alimenti sintetici, come i latticini e la carne coltivata, offrono una promettente soluzione a questi problemi. Se questi sviluppi raggiungeranno i loro obiettivi, potremmo assistere alla fine di un’industria crudele, inefficiente e dannosa per l’ambiente. La transizione verso un sistema alimentare più sostenibile è in corso e il 2023 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui il mondo ha abbracciato una nuova era dell’alimentazione.