Può la visione di un’opera di Videoarte modificare il modo in cui un paziente vive un trattamento di Medicina estetica? È la domanda al centro di uno studio randomizzato svolto nel Centro Sezione Aurea di Telese Terme che valuta l’applicazione del Metodo Videoinsight® durante un ciclo di biorivitalizzazione con acido ialuronico. I risultati indicano differenze significative nella percezione del dolore e dell’ansia e aprono una riflessione sul ruolo della dimensione psicologica all’interno dello studio medico.

Marzia Migliora, Forever Overhead, 2010, Videoinsight® Collection 

La Medicina estetica non riguarda soltanto il trattamento che viene eseguito. C’è un prima, fatto di aspettative e talvolta di ansia; c’è il momento della procedura, con la percezione del dolore e del discomfort; e c’è un dopo, nel quale il paziente valuta non soltanto il risultato ottenuto, ma l’intera esperienza vissuta.

È partendo da questa prospettiva che nasce VIDEOINSIGHT® SKIN CARE, progetto frutto della collaborazione tra SEZIONE AUREA e VIDEOINSIGHT FOUNDATION – ETS, che porta la Videoarte all’interno del setting di Medicina estetica con l’obiettivo di verificare se un intervento di potenziamento psicologico possa incidere sull’esperienza del paziente.

Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca sul Metodo Videoinsight®. Il Metodo utilizza immagini e video d’Arte originali per stimolare processi di insight e favorire la cura, la longevità, la promozione del benessere psicofisico, il rilassamento, la consapevolezza, l’elaborazione dell’esperienza.

L’ipotesi di fondo è semplice ma interessante: ciò che vediamo e lo stato emotivo con cui affrontiamo una procedura medica possono influenzare il modo in cui la viviamo, compresa la percezione del dolore?

Lo studio: Videoinsight® prima della biorivitalizzazione

Per rispondere a questa domanda nel Centro Sezione Aurea è stato realizzato uno studio randomizzato su pazienti sottoposti a un ciclo di biorivitalizzazione con acido ialuronico.

Dopo la firma del consenso informato, i partecipanti sono stati assegnati casualmente a due gruppi, A e B. Tutti hanno effettuato tre sedute di biorivitalizzazione, una al mese, con acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare, mediante tecnica BAP, Bio Aesthetic Points.

La procedura medica è stata quindi la stessa. A cambiare è stato ciò che è accaduto immediatamente prima.

Agnieszka Polska, I Am the Mouth, 2016, Videoinsight® Collection 

I pazienti del gruppo A, prima delle tre sedute e prima della visita di controllo, sono stati invitati a guardare, in una sala accogliente del centro di Medicina estetica, un video d’Arte selezionato secondo i principi del Metodo Videoinsight®. La scelta delle immagini è stata finalizzata a fornire il rilassamento, il sostegno psicologico e a promuovere la fiducia in sè stessi.

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I pazienti del gruppo B hanno invece seguito lo stesso ciclo di biorivitalizzazione, con la medesima tecnica e nello stesso setting, ma senza la visione del video.

Misurare ansia, dolore e soddisfazione

L’aspetto interessante della ricerca è che variabili spesso considerate soggettive possono essere rilevate attraverso strumenti standardizzati.

Lo stato d’ansia è stato valutato attraverso il questionario STAI – State-Trait Anxiety Inventory; dopo ciascuna seduta è stata invece rilevata la percezione del dolore attraverso la Numerical Rating Scale (NRS).

A conclusione del percorso, quindici giorni dopo l’ultimo trattamento, è stato utilizzato un questionario per valutare il grado di soddisfazione del paziente.

Il confronto tra i due gruppi ha permesso così di verificare se l’esposizione alle immagini artistiche fosse associata a differenze misurabili nel modo in cui viene affrontata e percepita la procedura.

Maurizio Camerani, Matisse Dance, 2014, Videoinsight® Collection 

I risultati: meno ansia e dolore nel gruppo Videoinsight®

I due gruppi sono risultati omogenei per caratteristiche demografiche, condizioni cliniche e stato iniziale d’ansia. Nel gruppo sottoposto al Metodo Videoinsight® sono stati rilevati miglioramenti statisticamente significativi in termini di dolore, ansia e soddisfazione preprocedurale. Non è invece risultata statisticamente significativa la differenza relativa alla soddisfazione generale nei confronti dello studio e del personale. Un elemento che contribuisce a circoscrivere il risultato: le differenze osservate riguardano soprattutto il modo in cui il paziente affronta e percepisce la procedura, piuttosto che una valutazione genericamente più positiva del centro o degli operatori.

In Medicina estetica non possiamo separare completamente il trattamento dalla persona che lo riceve. Il paziente arriva con aspettative, emozioni e, in alcuni casi, con una componente di ansia legata alla procedura e al dolore. Con VIDEOINSIGHT® SKIN CARE abbiamo voluto esplorare questa dimensione: capire se l’Arte, inserita in maniera strutturata nel percorso, possa contribuire a creare una condizione psicologica più favorevole prima del trattamento. I risultati ci incoraggiano a guardare alla Medicina estetica in modo sempre più attento non soltanto all’esito clinico, ma anche alla qualità dell’esperienza vissuta dal paziente, spiega la dottoressa Noemi Vicchio, titolare del Centro SEZIONE AUREA.

Noemi Vicchio, Sezione Aurea, Telese Terme

La Scienza ha dimostrato l’efficacia delle Arti visive nella prevenzione, nella cura, integrandole a pieno titolo nei percorsi di Medicina. L’Arte contemporanea agisce come uno strumento neurofisiologico terapeutico per la rigenerazione psicofisica, è un vero e proprio dispositivo di cura, capace di rimodellare la percezione, stimolare la neuroplasticità. L’impatto dell’Arte contemporanea sulla salute è una realtà documentata e scientificamente misurabile. Studi di neuroestetica e neuroscienze cognitive, basati sulla risonanza magnetica funzionale (fMRI) e sulla misurazione dei biomarcatori dello stress, evidenziano che la fruizione dell’arte attiva una rete complessa di strutture cerebrali. La visione di un’opera d’Arte stimola il circuito dopaminergico (nucleo accumbens e corteccia orbitofrontale), generando stati di appagamento, motivazione e piacere comparabili a quelli indotti da stimoli affettivi primari. L’ingaggio estetico promuove una modulazione endocrina dello stress, una rapida riduzione dei livelli ematici e salivari di cortisolo e un miglioramento della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), segnale diretto di una riattivazione del sistema nervoso parasimpatico e di un’attenuazione degli stati ansiosi, afferma Rebecca Russo, Presidente di VIDEOINSIGHT® FOUNDATION – ETS – che da oltre un decennio sviluppa un approccio interdisciplinare tra Arte contemporanea, Psicologia e Medicina, supportato da attività di ricerca scientifica e sperimentazioni cliniche, con l’obiettivo di promuovere prevenzione, cura e benessere.

Il Metodo Videoinsight® è stato ideato da Rebecca Russo nel 2010, sperimentato nel Programma Videoinsight® Art for Care presso il Videoinsight® Center e nella Medicina Ortopedica e Fisioterapica nelle ricerche scientifiche Video Acl, Video Tka e Pf Project, svolte in collaborazione con gli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, l’Università di Lione, di Minneapolis e di Kobe. Un trial randomizzato pubblicato su Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy ha valutato l’impiego di videoarte durante la riabilitazione di pazienti sottoposti a ricostruzione del legamento crociato anteriore. I risultati significativi delle ricerche sono stati presentati in molteplici Congressi internazionali e pubblicati su riviste mediche ad alto impact factor. Nello studio i pazienti esposti a video selezionati secondo il Metodo Videoinsight® mostrarono, rispetto al gruppo di confronto, risultati migliori in alcuni parametri, tra cui kinesiofobia, funzionalità soggettiva del ginocchio e tempo necessario per abbandonare le stampelle. 

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Rebecca Russo, Videoinsight® Foundation – ETS

Videoinsight® Foundation – ETS ha introdotto la videoarte in 40 aziende ospedaliere creando le Videoinsight® Room, stanze nelle quali i pazienti in attesa nei pronto soccorso, degenti o in day hospital, possono interagire con opere di Videoarte per attenuare l’ansia, innalzare il tono dell’umore, aumentare la fiducia, rilassare la mente, rinforzare le risorse sane.

I risultati delle ricerche scientifiche non dimostrano che un’immagine possa sostituire una terapia o produrre direttamente un effetto biologico sul tessuto trattato. Suggeriscono, piuttosto, che la componente psicologica può interagire con l’esperienza clinica e riabilitativa.

Ed è proprio su questo terreno che si colloca l’applicazione alla Medicina estetica.

La percezione dolorosa è un’esperienza complessa. Allo stimolo fisico si intrecciano attenzione, aspettative, memoria, paura e stato emotivo. Per questo due persone sottoposte a una procedura simile possono descrivere esperienze molto diverse.

In Medicina estetica questo aspetto assume un significato particolare perché molte procedure vengono effettuate su pazienti vigili e pienamente consapevoli di ciò che sta accadendo.

Ridurre l’ansia prima della procedura può quindi significare intervenire non sul trattamento in sé, ma sul contesto psicologico nel quale il trattamento viene percepito.

È qui che VIDEOINSIGHT® SKIN CARE introduce un elemento originale: l’opera d’Arte non viene utilizzata semplicemente per rendere più piacevole l’ambiente, ma viene proposta intenzionalmente prima della procedura come parte di un’esperienza strutturata.

Una medicina estetica che considera anche l’esperienza del paziente

I risultati dello studio richiedono naturalmente di essere interpretati nel perimetro della ricerca condotta e non consentono di attribuire alla Videoarte un effetto terapeutico generalizzabile a ogni paziente o procedura.

Indicano però una direzione interessante: considerare il benessere psicologico non come qualcosa di separato dall’atto medico, ma come una delle variabili che possono contribuire alla qualità dell’esperienza terapeutica.

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La Medicina estetica lavora sul corpo, ma inevitabilmente incontra anche la percezione che ciascuno ha del proprio corpo.

VIDEOINSIGHT® SKIN CARE prova a inserirsi esattamente in questo spazio: tra ciò che il medico fa e ciò che il paziente sente.

E in questo spazio, accanto alla tecnica e alla competenza clinica, anche un’immagine può diventare parte dell’esperienza di cura.

Approfondimento scientifico: Zaffagnini S, Russo RL, Marcheggiani Muccioli GM, Marcacci M. The Videoinsight® method: improving rehabilitation following anterior cruciate ligament reconstruction—a preliminary study. Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy. 2013;21(4):851-858. KSSTA Springer PMID: 23361651.

S. Zaffagnini, R. Russo, M.G. Benedetti, E. Mariani, T. Roberti di Sarsina, p. 2967, The Videoinsight® Method: improving early results following total knee arthroplasty’, Knee Surgery Sports Traumatology Arthroscopy N. 9, 2017, KSSTA Springer 

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