La dieta chetogenica può apportare un qualche beneficio a persone affette da cancro al cervello? Questa la domanda di partenza dello studio diretto da Roy E. Strowd, ricercatore della Wake Forest School of Medicina e membro dell’American Academy of Neurology  con un nuovo studio pubblicato nel 7 luglio 2021, numero online di  Neurology , la rivista medica dell’American Academy of Neurology.

il cibo è medicina?

Lo studio realizzato su un totale di 21 persone che hanno completato lo studio e il 48% ha seguito completamente la dieta, ma i test delle urine hanno mostrato che l’80% delle persone ha raggiunto il livello in cui il loro corpo utilizza principalmente grassi e proteine ​​come carburante, anziché carboidrati.

La dieta è stata ben tollerata ed ha evidenziato un dato molto interessante: le cellule tumorali cancerose sfruttano il glucosio per dividersi e crescere, lo stesso non accade per i chetoni in quanto non sono capaci di usarli per produrre energia. Alla fine dello studio, sono stati osservati cambiamenti nel metabolismo nel corpo e nel cervello con livelli di emoglobina A1c, i livelli di insulina e la massa grassa sono tutti diminuiti. La massa magra è aumentata. Scansioni cerebrali specializzate che rilevano cambiamenti nei metaboliti cerebrali hanno mostrato un aumento delle concentrazioni di chetoni e cambiamenti metabolici nel tumore. Lo studio come afferma Strowd necessita di ulteriori studi e approfondimenti, ma i risultati mostrano che la dieta può essere sicura per le persone con tumori cerebrali e produrre con successo cambiamenti nel metabolismo del corpo e del cervello.

Dieta chetogenica e cancro al cervello

Abbiamo chiesto al Professor Giovanni Spera di commentare questo studio. Professor Spera cosa ne pensa di questa ricerca?

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Diciamo che è noto da tempo il cosiddetto “Effetto Warburg” il meccanismo preferito cioè dalle cellule tumorali in genere per nutrirsi e quindi proliferare. Consiste essenzialmente nell’esclusivo uso del glucosio come fonte energetica e metabolica. Tanto che numerosi approcci terapeutici in diversi tipi di patologie tumorali si sono basati sul tentativo di “affamare” le cellule tumorali impedendo loro di utilizzare il glucosio, un po’ come si è fatto con i farmaci che ne impediscono l’irrorazione sanguigna. Esistono già casistiche di piccole dimensioni, ma sufficientemente ben studiate, nelle quali l’attacco alla vitalità delle cellule cancerogene è stato tentato mediante diete chetogeniche, naturalmente non ipocaloriche, prive di carboidrati ed in grado di indurre produzione di corpi chetonici. Tutte le cellule normali, comprese quelle cerebrali, sono in grado di utilizzare per tempi più o meno lunghi i chetoni come substrato energetico al posto del glucosio, mentre le cellule dei tumori molto meno se non per nulla. Buoni risultati si sono riscontrati nel trattamento soprattutto dei Gliomi, molto frequenti tumori cerebrali, in termini di prolungamento della qualità ed aspettativa di vita e di migliore risposta ad i trattamenti tradizionali. Questo autorevole report è una ulteriore conferma dell’attendibilità dei dati già esistenti ed un incoraggiamento nella prosecuzione in questa suggestiva via di trattamento o di co-trattamento per un’area di patologie aggressive come i tumori del cervello.

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