Da questa domanda parte il nuovo libro di Fabrizio Cerusico, considerato uno dei maggiori esperti in Europa di fecondazione assistita. L’abbiamo intervistato per andare nel fondo della parola “fertilità” e per comprendere in che senso e in che modo ha a che fare con ciò che mangiamo.

Professore il suo libro è già Bestseller su Amazon. Indice che il tema è delicato e sentito. Innanzitutto cos’è la fertilità?

Diciamo che in un certo senso la fertilità è intesa come la capacità di avere figli e più in generale è la capacità di produrre che dipende dal livello energetico di una persona. Per produrre serve energia e questa energia può arrivare solo da una combinazione tra benessere psicologico e salute. Niente di misterioso.

Professore nel libro parla di nemici ed alleati della fertilità. Ci spiega meglio?

Certo, con il passare degli anni grazie agli studi a disposizione l’elenco dei nemici e degli alleati si è allungato. Cominciamo col dire che cattive abitudini quali il fumo, l’inquinamento ambientale, gli zuccheri e l’iperglicemia, l’elettromagnetismo e lo stress sono fattori capaci di degradare la forza riproduttiva delle persone. Siamo circondati da campi elettromagnetici che danneggiano le nostre cellule. Telefoni, computer, tablet e ripetitori possono portare alterazioni del Dna e modifiche spermatiche soprattutto per gli uomini che abitualmente tengono questi dispositivi nelle tasche vicino agli organi genitali. A queste considerazioni va aggiunto anche l’importanza di lavorare sul distress per il raggiungimento di una “pace spirituale” che non è affatto un fattore trascurabile per chi punta al benessere e ad approntare un percorso di concepimento. Corpo, anima e mente non sono separate, ma interdipendenti. Lo stesso si può dire su ciò che mangiamo, ciò di cui ci nutriamo costantemente. Da diversi anni gli esperti di nutrizione consigliano di mangiare pochi grassi e introdurre meno calorie per rimanere in salute. Purtroppo obesità e malattie metaboliche non fermano la loro corsa.L’Italia è il paese della dieta mediterranea che è considerata Patrimonio dell’Unesco. Nonostante ciò il 46% della popolazione è in sovrappeso. Una delle conseguenze più rilevanti è un aumento della riduzione della fertilità.

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Il grasso ha degli effetti precisi sulla fertilità di coppia.

Professore quali?

Diciamo che nell’uomo un’alta percentuale di grasso causa un duplice danno: oltre a produrre estrogeni, cioè ormoni femminili, è strettamente legato alla diminuzione della concentrazione degli spermatozoi. Nella donna interferisce sul ciclo e sull’ovulazione per via di effetti endocrino-metabolici che influiscono in maniera negativa sui follicoli.

Più il grasso aumenta più aumentano i rischi per la fertilità, ma anche per il benessere in generale.

Professore ma se gli zuccheri fanno così male perché non possiamo farne a meno?

Innanzitutto il consumo di pane e pasta e legato molto alla nostra cultura. Mangiare alimenti ricchi di carboidrati ci regala una sensazione di benessere molto simile a quella della morfina. Il risultato è una sensazione di appagamento che rende molto difficile controllare l’appetito. Iniziare una dieta, assumere un quantitativo minore di carboidrati e zuccheri vuol dire affrontare una vera e propria “astinenza”. Come confermano le ricerche pubblicate già nel 2007 da Avena, Rada e Hoebel riguardo agli effetti del consumo di zuccheri, questa condizione si crea perché il consumo di alimenti al alto indice glicemico stimola la parte del cervello deputata al controllo emotivo. Gli zuccheri, proprio come le droghe e l’alcool possono causare una dipendenza molto pericolosa per la salute. A questo punto é necessaria una precisazione, quando parlo di dipendenza parlo di zuccheri non di zucchero. I carboidrati cioé il pane e la pasta sono formati da migliaia di molecole di glucosio che come quelli che tradizionalmente chiamiamo zuccheri portano un aumento della glicemia e una forte produzione insulinica.

Professore quindi perché é importante tenere bassi i valori della glicemia?

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Quando aumenta il glucosio nel sangue le cellule beta del pancreas iniziano a produrre insulina che il nostro organismo cerca di utilizzare il più possibile. Di fronte ad un eccesso gli zuccheri non utilizzati vengono immagazzinati sotto forma di grasso, incrementando la formazione di grasso viscerale. Oggi sappiamo che una produzione insulinica eccessiva influisce negativamente sulla fertilità. Agire sull’insulinoresistenza che è alla base di problematiche come la sindrome metabolica vuol dire non agire semplicemente sul controllo calorico. Una eccessiva produzione di insulina infatti è capace di bloccare la lipolisi, cioè quel processo che consente di bruciare i grassi immagazzinati trasformandoli in energia. La soluzione è rappresentata da una dieta diversa e da un netto cambio di paradigma. L’errore è pensare che il nostro corpo sia un forno che si limita a bruciare calorie senza attribuire a ciò che ingeriamo un vero e proprio valore ormonale e funzionale.

Quindi cosa dovremmo fare?

Innanzitutto abbandonare l’errata educazione alimentare che si è affermata nel corso di due generazioni. Abbandonare l’idea che l’unico problema sono i grassi. Immaginate cosa sarebbe accaduto se fosse emerso che alla base di numerose patologie c’era lo smisurato consumo di zucchero. Ha idea delle ripercussioni che si sarebbero abbattute sulle aziende alimentari? Scegliere i grassi come capro espiatorio invece era il male minore: bastava produrre ma in versione light magari aggiungendo zuccheri per rendere i prodotti maggiormente appetibili. Tutto a discapito dei consumatori. Oggi grazie a validissimi studi che abbiamo a disposizione e anche grazie all’esperienza che ho accumulato negli anni posso dire che i migliori risultati circa la percentuale di gravidanze raggiunte sono stati conseguiti mediante diete a basso apporto di carboidrati definite anche chetogeniche.

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Professore cos’è e quali sono i vantaggi della dieta chetogenica?

La dieta chetogenica è una di quelle che ha attirato di più la mia attenzione negli anni. Sono molte le analogie con altre diete low carb, ma l’unicità della chetogenica sta nella particolare capacità di indurre l’organismo in uno stato metabolico chiamato chetosi, stato durante il quale il corpo in carenza di zuccheri e carboidrati inizia a consumare le riserve di grasso. I benefici delle diete chetogeniche sono stati studiati a lungo. Risultano evidenti gli effetti sull’infiammazione, sulla resistenza insulinica e sul controllo glicemico oltre che sulla riduzione dei fattori di rischio cardiovascolari e metabolici, tipici di chi è in sovrappeso od obesità. In questi casi le VLCKD (Very Low Calorie Ketogenic Diet) rappresentano un valido approccio terapeutico, da ripetere ciclicamente r integrare con quei comportamenti alimentari permanenti che sono capaci di creare cambiamenti positivi nello stile di vita. Le chetogeniche VLCKD sono capaci di sfruttare i grassi a livello energetico, ma non solo. Consentono di preservare la massa magra e danno una sensazione di benessere e di diminuzione del senso di fame che rende più semplice e pratica la gestione del nuovo regime.