Guarire dal Diabete. Un sogno di molti malati e, per alcuni, una speranza concreta.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che, in poco più di una decade, il diabete sarà la settima causa di morte nel mondo, così come la causa di serissimi problemi di salute nel lungo periodo, problemi di vista fino alla cecità e amputazioni degli arti inferiori e dei piedi. Senza contare che il diabete è una causa scatenante di problemi renali, attacchi di cuore e ictus.

Il diabete viene considerato una malattia cronica, progressivamente invalidante, dalle origini misteriose e purtroppo incurabile. Alcuni recenti studi clinici stanno suggerendo una soluzione incredibilmente semplice, per quanto difficile, a questo male tremendo che affligge gli esseri umani. Ne abbiamo parlato con Simona Ferrero, diabetologa, cui abbiamo chiesto se veramente c’è speranza per i malati di Diabete.

Dottoressa Ferrero, è quindi davvero possibile mandare in remissione il diabete anche dopo un lungo periodo di convivenza cronica con la malattia?

“Minore è la durata della malattia, più probabile è la remissione – spiega la Dottoressa Simona Ferrero – Diversi studi indipendenti hanno dimostrato un legame diretto tra il grasso viscerale, l’eccesso di peso ponderale e il Diabete di Tipo 2, lo studio DiRECT lo dimostra con chiarezza. I soggetti dello studio erano malati da 6 anni e nessuno era in terapia insulinica”

Per remissione del Diabete cosa si intende?

“La remissione del diabete è la regressione della malattia fino alla sua scomparsa. Far andare in remissione il diabete di tipo 2 vuol dire non avere più bisogno dei farmaci, né con le iniezioni e né per via orale, e avere livelli di glucosio nel sangue nella norma, insieme a tutti i parametri metabolici corretti.

Per valutare la remissione si adottano i parametri ematochimici del compenso glicemico. Nello studio DiRECT sono stati valutati come remissione i pazienti che hanno maturato una valore di emoglobina glicata maggiore di 6,5% in assenza di terapia farmacologica da almeno 2 mesi. Significa in parole semplici che i parametri del sangue sono come quelli di un non diabetico.”

Quindi davvero basta perdere peso?

“Beh, non si tratta soltanto di perdere peso – spiega la Dottoressa Ferrero – ma anche di perderlo in un certo modo, con una dieta impegnativa”

Cosa si intende per “dieta impegnativa”?

“Le diete cui sono stati sottoposti i pazienti dello studio Direct sono diete VLCD, ovvero diete Very Low Calorie. Sono diete a 800 kilocalorie al giorno, per brevi periodi di tempo, che producono perdite di peso importanti in qualche settimana. Queste diete sono assimilabili a una vera e propria terapia medica, per questo vanno seguite con il proprio nutrizionista per funzionare bene. Però occorre specificare meglio”

Specifichi.

“I protocolli dietetici utilizzati (anche nel Direct) sono multifasici, con fasi iniziali di VLCD, diete a ristretto contenuto calorico, molto strutturate che utilizzano la sostituzione dei pasti. A questo seguono fasi più avanzate in cui si ricostruisce un’alimentazione bilanciata in modo progressivo. Il tutto dura un anno e il momento cruciale e proprio rappresentato dalle fasi finali di mantenimento. Lo studio sta infatti ancora proseguendo per la valutazione dei risultati a distanza.”

Queste VLCD sono diete chetogeniche?

“Non necessariamente, la dieta chetogenica VLCKD (Very Low Calorie Ketogenic Diet) ha lo scopo di innescare il processo di Chetosi, che è quel meccanismo che aiuta il paziente a sopportare la dieta perchè la chetosi mitiga il senso di fame e di stanchezza e compensa il calo di energie dovuto alla bassissima quantità di calorie con i Corpi Chetonici”

“Le diete di cui stiamo parlando sono invece Very Low Calorie Diet. Cioè diete in cui il contenuto di calorie giornaliere consentite è molto basso. Non si esclude che il paziente che segue una VLCD possa andare in Chetosi, soprattutto perchè magari è abituato a mangiare 3000 kilocalorie al giorno, però in questo caso la Chetosi non è un aspetto fondamentale del processo”.

Il Diabete di Tipo 2, o diabete Mellito, è stato a lungo guardato come una malattia cronica e con una complessa, oscura origine. Tuttavia  la ricerca del Professore della Newcastle University Roy Taylor, che ha usato sistemi innovativi per sostenere che il Diabete di tipo 2 è semplicemente causato da un eccesso di grassi nel fegato e nel pancreas.

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Nel fegato, il grasso causa una pessima risposta all’insulina e produce troppo glucosio, mentre nel pancreas il grasso inibisce la secrezione di insulina.

Definendo con chiarezza la causa della malattia, i trattamenti possono essere pianificati per invertire il processo, portando il Diabete di Tipo 2 a una remissione completa.

La ricerca dell’Università di Newcastle ha infatti confermato che le persone sottoposte al trattamento dietologico possono rimettersi dal Diabete di Tipo 2 fino al punto da non aver più bisogno dei farmaci. Inoltre, le scoperte recenti di questa ricerca ci dicono anche che il diabete non ritorna più, posto che il paziente non riacquisisca il peso perduto.

Ora sono in corso dei test per capire come trovare una via accessibile ed efficace per mettere questi risultati a disposizione di tutti con una serie di terapie adeguate, in grado di mandare in remissione il Diabete di tipo 2 per un lungo periodo.

I risultati del primo anno di test sono stati pubblicati verso la fine del 2017 e hanno identificato che i pazienti affetti da diabete di tipo 2 per 6 anni, che hanno seguito un protocollo dietologico di tipo Low Calorie, ovvero una dieta VLCD, seguiti da un team medico multidisciplinare, hanno portato il diabete in remissione continuativa per un anno.

Vuol dire che queste persone, nell’ultimo anno, non presentano più i parametri ematici del diabete (in assenza ti terapia farmacologica antidiabete) e i loro valori metabolici sono in ordine. 

Lo studio clinico, che si chiama DiRECT (Diabetes Remission Clinical Trial), ha scoperto che quasi 9 pazienti su 10 che hanno partecipato alla sperimentazione e che hanno perso dai 15kg in su sono stati in grado di mandare in remissione il Diabete di Tipo 2 (nota: tra i pazienti che hanno perso più di 15 kg, remissione nel 86%, remissione del diabete nel 46% in tutto il gruppo di intervento)

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Lo studio ha anche mostrato che quasi la metà di quelli che sono guariti dal diabete avevano valori di glucosio nel sangue del tutto normali dopo un anno.

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